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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Riforma elettorale, Meloni si gioca tutto: maggioranza sotto sorveglianza

Tre voti di fiducia e scrutinio segreto mettono alla prova la tenuta del centrodestra, con il via libera definitivo atteso giovedì 8 ottobre.

Il passaggio decisivo arriverà giovedì 8 ottobre, quando la Camera sarà chiamata a votare in via definitiva la riforma elettorale. Il rischio più temuto dalla maggioranza è lo scrutinio segreto, che potrebbe favorire defezioni interne: Giorgia Meloni ha già chiarito che una bocciatura avrebbe come conseguenza le sue dimissioni immediate.


La maggioranza affronta il voto più delicato

Il calendario parlamentare prevede tre voti di fiducia. Martedì 6 ottobre saranno esaminati gli articoli 1 e 2, mentre mercoledì 7 toccherà all’articolo 3; il giorno successivo si terranno le dichiarazioni di voto e la votazione conclusiva sul provvedimento.

I gruppi del centrodestra si preparano dunque a una presenza costante in aula tra martedì e giovedì. Dopo gli episodi registrati alla Camera nel mese di luglio, quando alcuni voti segreti avevano fatto emergere la presenza di franchi tiratori, i parlamentari della coalizione sono stati sostanzialmente richiamati alla massima partecipazione. La dirigenza vuole evitare che assenze o dissensi non dichiarati mettano in difficoltà l’esecutivo.


Il richiamo della premier alla coalizione

Intervenendo al convegno promosso da Gianfranco Rotondi, eletto con Fratelli d’Italia, Meloni ha presentato la riforma come una prova della compattezza del centrodestra. Il suo messaggio è stato rivolto a una maggioranza chiamata, secondo la premier, a difendere l’interesse nazionale, sostenere famiglie e lavoratori e mantenere l’impegno assunto con gli elettori.

«Questa è la visione che tiene unito il centrodestra e il mandato che gli italiani ci hanno affidato 4 anni fa e che onoreremo fino all’ultimo», ha affermato Meloni. Il passaggio è stato letto anche come un avvertimento politico in vista del voto finale, soprattutto considerando la possibilità che il segreto dell’urna alimenti divisioni oggi non visibili.

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Premio di maggioranza e preferenze

Il testo sostenuto dalla maggioranza introduce un premio di maggioranza e mantiene le preferenze, prevedendo però capilista bloccati. Per il centrodestra, il nuovo sistema dovrebbe rendere più chiari gli schieramenti e rafforzare la stabilità degli esecutivi.

Le opposizioni contestano invece l’impianto complessivo e accusano la coalizione di avere costruito norme favorevoli ai partiti di governo. Le critiche riguardano soprattutto i capilista scelti senza preferenza, la soglia richiesta per ottenere il premio e il numero di firme necessario per presentare le liste, considerato troppo oneroso dalle formazioni minori.


Le tribune diventano un punto sensibile

La vigilanza interna è legata anche al precedente di luglio. In quell’occasione alcuni collaboratori del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia seguirono dalle tribune i comportamenti dei deputati del centrodestra e registrarono immagini per cercare di individuare eventuali franchi tiratori. L’episodio fu segnalato dall’Associazione stampa parlamentare ai questori della Camera.

In vista delle votazioni segrete, la tribuna centrale dell’aula non sarà accessibile agli staff dei partiti, perché riservata ai giornalisti. I collaboratori potranno chiedere di occupare le tribune laterali, destinate agli operatori video, ma dovranno sottoscrivere il Codice di autoregolamentazione che vieta fotografie e riprese improprie durante i lavori parlamentari.

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