Brandizzo, l’udienza slitta: la famiglia accusa il tribunale
Dopo la prima udienza preliminare a Ivrea, i parenti dei cinque operai morti contestano i problemi logistici e il rinvio fissato per la fine di ottobre.
Il rinvio della prossima udienza alla fine di ottobre ha lasciato amareggiati i familiari dei cinque operai che persero la vita sui binari della stazione di Brandizzo, nel Torinese. La prima udienza preliminare si è svolta al palazzo di giustizia di Ivrea, dove sono emerse anche difficoltà legate agli spazi disponibili.
Il rinvio accende la protesta
All’uscita dal tribunale, Edoardo Aversa, fratello di Giuseppe, una delle vittime, ha espresso il disagio della famiglia con parole nette: «Siamo partiti male. Le aule non sono all’altezza e c’è già stato un rinvio della prossima udienza alla fine di ottobre. Non è quello che ci aspettavamo».
Per i parenti, lo slittamento rischia di allungare ulteriormente un procedimento già molto atteso. Aversa ha parlato di una forte delusione e ha messo in discussione l’organizzazione scelta per le udienze.
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A Ivrea mancano spazi adeguati
Secondo il fratello di Giuseppe, le dimensioni delle aule impediscono persino ai familiari di guardare direttamente gli imputati durante l’udienza. Una situazione che, a suo giudizio, rende difficile seguire il processo nelle condizioni più appropriate.
I parenti hanno quindi chiesto di concentrare il procedimento in un’unica aula. Aversa teme che il rinvio possa trasformarsi in un ulteriore rallentamento: «Spero che i tempi non si dilatino ulteriormente: questo primo rinvio sembra solo un modo per perdere altro tempo».
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