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Cronaca 2 min di lettura24 set

Bossi junior in carcere: il cumulo pena chiude la partita giudiziaria

Dopo la decisione della Procura, Riccardo Bossi è stato portato nel penitenziario di Busto Arsizio per scontare 5 anni e 9 mesi: nel conto entrano due vicende diverse, mentre un’altra condanna resta fuori dal provvedimento.

Riccardo Bossi è stato accompagnato dai carabinieri nel carcere di Busto Arsizio e dovrà scontare la pena risultante dal cumulo, pari a 5 anni e 9 mesi. L’ordine di esecuzione è scattato dopo la ricostruzione dei procedimenti già definitivi che lo riguardano.


La condanna sul reddito di cittadinanza

Tra i capitoli più recenti c’è quello legato al reddito di cittadinanza. Secondo l’accusa, Bossi avrebbe incassato 280 euro al mese per 43 mensilità, dal 2020 al 2023, per un totale vicino a 12.800 euro.

Il beneficio era collegato al canone di un appartamento, ma l’immobile gli era stato sottratto perché non aveva pagato l’affitto. Su questa vicenda il tribunale di Busto Arsizio gli aveva inflitto 2 anni e 6 mesi, oltre a una provvisionale di 15 mila euro destinata all’Inps; la Cassazione ha poi reso definitiva la sentenza lo scorso giugno.


I precedenti sui fondi della Lega

Nel quadro del cumulo pesa anche il filone nato dallo scandalo sui finanziamenti della Lega. Nel marzo 2016, con rito abbreviato, Bossi era stato condannato a 1 anno e 8 mesi per appropriazione indebita aggravata: per i magistrati avrebbe speso denaro del partito per esigenze personali.

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A firmare il provvedimento eseguito ieri è stato il procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino. I militari hanno raggiunto Bossi nella sua abitazione e lo hanno poi trasferito nel penitenziario cittadino.


La pena esclusa dal conteggio

Nel calcolo che ha portato all’arresto non compare invece la condanna a 1 anno e 4 mesi per i maltrattamenti contestati alla madre, riferiti al 2016. In appello la sentenza è stata confermata a giugno, mentre la difesa aveva annunciato un ricorso in Cassazione.

Le condanne richiamate nel provvedimento riguardano fatti del 2011 e del 2020, con reati che comprendono appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, si trova ora a scontare la pena nel carcere di Busto Arsizio.

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