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Cronaca 4 min di lettura15 ore fa

Bollette, la sfida degli sconti: quale offerta conviene davvero

Eni Plenitude, Enel, A2A e NeN propongono prezzi bloccati e formule miste: il confronto tra costi, durata e quota di consumi esposta al mercato

Il prezzo indicato nelle pubblicità non basta per capire quale contratto faccia risparmiare davvero. Tra sconti temporanei, componenti fisse e tariffe legate al mercato, la differenza tra le principali proposte può essere contenuta oppure aumentare quando il Pun torna a salire.


Enel parte davanti nel confronto biennale

Per una famiglia che consuma 2.000 kilowattora all’anno, la proposta Enel Digital Luce presenta un corrispettivo di 0,108 euro al kilowattora, con tariffa invariata per 24 mesi. La quota fissa ammonta a 12 euro mensili, pari a 144 euro ogni anno; sono inoltre richiesti la bolletta digitale e l’addebito diretto.

La componente energia costerebbe quindi circa 216 euro annui. Sommando la quota fissa, si arriva a circa 360 euro, prima di imposte e degli altri elementi che compongono la bolletta. Enel sostiene che il proprio prezzo sia inferiore di circa il 50 per cento rispetto alla media all’ingrosso, ma il dato riguarda soltanto la materia energia e non l’intera spesa domestica.

La nuova Fixa Time 24 Smart di Eni Plenitude, disponibile dall’1 al 24 ottobre 2026, promette invece una riduzione del 30 per cento rispetto alla precedente Fixa Time 24 Base. Il prezzo della materia prima resta fermo per due anni e, sulla base dei dati comunicati dalla società, può essere stimato in circa 0,117 euro al kilowattora.

Applicando lo stesso esempio di consumo, la parte energia arriverebbe a circa 234 euro all’anno. Ipotizzando una quota fissa di 144 euro, ancora non indicata esplicitamente per la nuova formula, il totale delle componenti confrontabili sarebbe intorno a 378 euro. Nel caso considerato, Enel risulterebbe dunque più economica di circa 18 euro annui. Per il gas, Eni indica un valore stimato di circa 0,389 euro al metro cubo, mentre il comunicato non chiarisce la nuova quota fissa.


A2A lega il prezzo a dieci anni

A2A Energia propone un’impostazione diversa con Noi2, collegata alla produzione dei propri impianti rinnovabili. Il prezzo di 0,105 euro al kilowattora rimane fermo per dieci anni, ma soltanto sul 70 per cento dei consumi; il restante 30 per cento segue il Pun, con un’aggiunta di 0,020 euro al kilowattora.

La formula è destinata alle utenze dotate di contatore 2G e prevede una quota fissa annuale di 114 euro. Su un consumo complessivo di 2.000 kilowattora, 1.400 kilowattora avrebbero il prezzo protetto e costerebbero 147 euro. Gli altri 600, calcolati sulla base dell’ultimo andamento del Pun riportato nel confronto, inciderebbero per circa 133,18 euro.

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La componente energia raggiungerebbe così circa 280,18 euro all’anno, pari a un valore medio di circa 0,1401 euro al kilowattora. Con la quota fissa, la spesa direttamente comparabile salirebbe a circa 394 euro annui. Il vantaggio potenziale della tariffa decennale dipende quindi dall’evoluzione del mercato: se il Pun aumenta, cresce anche la parte variabile; se diminuisce, il costo medio può ridursi.

Nel gruppo A2A rientra anche NeN, che con Dieci blocca il prezzo della materia prima elettrica fino al 2036. La proposta è rivolta ai clienti domestici con consumi non superiori a 6.000 kilowattora l’anno e può prevedere, in caso di uscita anticipata, un addebito di 2 euro per ogni mese residuo, fino a un massimo di 240 euro.


Il prezzo fisso non racconta tutto

Le offerte di Eni Plenitude ed Enel consentono di conoscere in anticipo il prezzo della materia energia per 24 mesi, ma il confronto va fatto includendo la quota fissa. Inoltre, i valori pubblicizzati non comprendono imposte e altre componenti regolamentate, che incidono sul totale finale della bolletta.

La proposta di A2A ha invece una durata molto più lunga, però lascia una parte dei consumi esposta al Pun. Per questo non è possibile stabilire in assoluto quale contratto sia il migliore: la scelta dipende dal livello di rischio che la famiglia è disposta ad accettare e dall’andamento futuro dei prezzi.

Per trovare le alternative più convenienti è utile utilizzare il Portale offerte di Arera, inserendo i propri consumi effettivi. Nel confronto disponibile al momento, risultano due proposte più economiche di quella Enel e nove più convenienti rispetto a Eni; A2A risente invece degli ultimi aumenti del Pun.

Prima di cambiare gestore bisogna recuperare dall’ultima bolletta almeno quattro informazioni: consumo annuo in kilowattora, potenza impegnata, tipologia di tariffa e data di scadenza del contratto. È poi necessario controllare il codice dell’offerta, il costo annuo fisso, l’eventuale maggiorazione applicata al Pun, la durata del blocco e le condizioni previste in caso di recesso.

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