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Cronaca 2 min di lettura4 ore fa

Benzina e diesel, la mossa del G7: quando scenderanno i prezzi

Fino a 100 milioni di barili potranno arrivare sul mercato in quattro mesi, mentre i Paesi membri promettono di mantenere aperti gli scambi energetici.

L’effetto più atteso riguarda il prezzo alla pompa, ma sui tempi della possibile riduzione non ci sono ancora indicazioni precise. Il G7 ha deciso di utilizzare parte delle riserve strategiche per aumentare la disponibilità di carburanti e petrolio, nel tentativo di ridurre la pressione sui mercati energetici.

L’operazione, annunciata da Emmanuel Macron dopo una riunione in videoconferenza con gli altri leader, potrà mettere in circolazione fino a 100 milioni di barili nell’arco dei prossimi quattro mesi. Il coordinamento sarà affidato all’Agenzia internazionale dell’energia.


Il calo alla pompa resta incerto

La priorità dovrebbe andare al diesel, così da favorire un raffreddamento delle quotazioni e, in prospettiva, dei prezzi praticati dalle stazioni di servizio. Tuttavia, l’accordo non stabilisce né quanto potrebbe diminuire il costo per gli automobilisti né quando l’effetto diventerebbe visibile.

Macron ha collegato la decisione all’obiettivo di accelerare la discesa dei prezzi: «Queste decisioni dovrebbero far scendere i prezzi». In un altro passaggio, il presidente francese ha assicurato che il gruppo farà «tutto il necessario» per rendere più rapido il ribasso di benzina e diesel presso i distributori.


Riserve aggiuntive contro la crisi

Le scorte strategiche comprendono greggio e prodotti raffinati conservati proprio per affrontare emergenze o interruzioni delle forniture. Il loro impiego consente di aggiungere temporaneamente prodotto sul mercato, con l’intento di riequilibrare un’offerta considerata insufficiente rispetto alla domanda.

Il volume massimo previsto è di 100 milioni di barili, da distribuire progressivamente per quattro mesi. Secondo Macron, i mercati avrebbero già iniziato a reagire alla prospettiva dell’intervento, anche se la sua effettiva ricaduta sui consumatori resta ancora da verificare.

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Scambi energetici senza nuovi divieti

Il vertice ha prodotto anche un’intesa sulle esportazioni interne al gruppo. I sette governi hanno scelto di non introdurre blocchi o limitazioni agli scambi di energia tra i Paesi membri, con un impegno esteso anche alle forniture di diesel.

Macron ha riferito che Donald Trump sarebbe stato particolarmente netto su questo punto, dopo aver ventilato una riduzione delle esportazioni statunitensi di gas. Per il presidente francese, l’accordo vuole rappresentare una prova di compattezza davanti alla crisi.


Bruxelles sostiene l’intesa

Ursula von der Leyen ha accolto positivamente entrambe le decisioni. In un messaggio pubblicato su X, la presidente della Commissione europea ha appoggiato l’azione coordinata sulle riserve e la scelta di non ostacolare le esportazioni verso i Paesi alleati.

Von der Leyen ha inoltre sottolineato che i cittadini devono poter contare su energia accessibile. Parallelamente, ha ribadito l’intenzione di proseguire con la transizione energetica, considerata uno strumento per rendere più sicuri gli approvvigionamenti nel lungo periodo.

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