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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Baby Gang, il gip non arretra: resta il carcere e spunta la rete per l’Iraq

Il giudice di Lecco considera ancora attuale la pericolosità del trapper, mentre la difesa prepara il ricorso contro la permanenza in cella.

La permanenza in carcere di Baby Gang non è stata revocata. Il giudice per le indagini preliminari di Lecco ritiene infatti che il cantante sia inserito in una rete internazionale che gli avrebbe consentito di raggiungere l’Iraq. Contro la decisione, la difesa ha annunciato la presentazione di un ricorso.


Il giudice valuta ancora il rischio

Nel provvedimento, il giudice descrive una pericolosità che riguarderebbe sia la dimensione pubblica sia quella personale dell’artista. Secondo la valutazione riportata, questo elemento non sarebbe separabile dall’immagine costruita da Baby Gang.

Il gip sostiene inoltre che il trapper avrebbe mostrato di vantarsi di tale connotazione e di riuscire a esercitare un’influenza su una cerchia ampia di persone. Sono questi, insieme ai rapporti oltre i confini nazionali, gli aspetti richiamati per motivare la permanenza della misura cautelare.

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La difesa prepara l’impugnazione

La difesa si appresta a contestare la decisione davanti all’autorità competente. Il ricorso punterà a ottenere una modifica della misura o la scarcerazione dell’artista, ma il testo di partenza non precisa ancora quali argomenti saranno sviluppati dai legali.

Il caso resta quindi legato alla valutazione del giudice di Lecco sui collegamenti internazionali e sulla capacità di Baby Gang di influenzare altri soggetti. Al momento, la misura carceraria resta in vigore e non risultano indicazioni su un possibile cambiamento immediato.

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