Auto elettriche, il dato che pesa: a 120 km/h consumi +26%
Velocità, stile di guida, peso e climatizzazione possono cambiare sensibilmente la spesa annuale, anche senza sostituire la vettura.
Sulle auto elettriche la velocità resta una variabile decisiva: secondo una valutazione dell’Adac, aumentare l’andatura da 100 a 120 km/h comporta un incremento medio del consumo del 26%. Il parametro da osservare non è il carburante, ma l’energia utilizzata, espressa in kWh ogni 100 chilometri.
Elettriche e ibride non sono uguali
Per le vetture ibride il risultato dipende dalla tecnologia adottata. Le mild hybrid offrono un supporto elettrico limitato, le full hybrid possono sfruttare maggiormente il motore elettrico e le plug-in utilizzano anche l’energia accumulata tramite una presa: per queste ultime, il consumo di benzina varia pure in base alla regolarità delle ricariche.
In autostrada il recupero dell’energia in frenata tende a ridursi, mentre la resistenza dell’aria aumenta con l’andatura. Per questo le percentuali calcolate sulle vetture tradizionali non possono essere trasferite automaticamente a ogni modello ibrido o elettrico.
La velocità cambia il conto finale
Anche per una normale automobile a benzina o gasolio, il risparmio più evidente può arrivare dal modo in cui si affrontano i tratti veloci. I prezzi utilizzati per la stima sono 2,141 euro al litro per la benzina e 2,281 euro per il gasolio, sulla base dell’ultima rilevazione settimanale del Mase, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Un’auto che a 130 km/h raggiunge un consumo di 7 litri ogni 100 chilometri potrebbe ridurre l’utilizzo di carburante del 5-10% scendendo a 120 km/h. È la stima dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea): su mille chilometri il taglio sarebbe di circa 7-15 euro per la benzina e di 8-16 euro per il diesel. Proiettato su 10mila chilometri percorsi interamente in autostrada, il beneficio arriverebbe rispettivamente a circa 150 e 160 euro.
Il margine cresce se si viaggia a 100 km/h anziché a 130. L’Adac indica in questo caso una diminuzione dei consumi pari al 25% sulla distanza interessata. Nell’esempio considerato, il risparmio ammonta a 1,75 litri ogni 100 chilometri, cioè circa 3,75 euro con la benzina e 3,99 euro con il gasolio; su 10mila chilometri, le cifre salirebbero a circa 375 e 399 euro.
La spiegazione principale è aerodinamica: la forza esercitata dall’aria cresce approssimativamente con il quadrato della velocità. Tuttavia il consumo complessivo dipende anche da propulsore, trasmissione, gomme e condizioni di marcia, quindi non aumenta nella stessa proporzione.
In città conta la fluidità
Nei centri urbani e sulle strade extraurbane, soprattutto sotto i 100 km/h, il comportamento al volante pesa più della ricerca di una soglia universale. Anticipare le situazioni, conservare la distanza e sollevare in anticipo il piede dall’acceleratore prima di una rotatoria o di un semaforo permette di limitare frenate e successive ripartenze.
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Con un cambio manuale è utile inserire il rapporto più alto quando il motore riesce a sostenerlo senza vibrazioni o difficoltà. Una sintesi del Centro comune di ricerca della Commissione europea associa alla cambiata corretta una riduzione dell’1% nel traffico intenso e del 2% quando la circolazione è scorrevole; sui cambi automatici, la modalità “Eco” può favorire passaggi di marcia più orientati all’efficienza, ma il risultato dipende dalla vettura.
Non esiste una velocità ottimale identica per ogni automobile. Analizzando 74 veicoli, il dipartimento dell’Energia statunitense ha collocato in genere il punto di maggiore efficienza tra circa 65 e 80 km/h: il motore deve comunque lavorare nel rapporto adeguato, senza essere sottoposto a riprese faticose o a regimi eccessivamente bassi.
Uno studio pubblicato su Energy Economics ha rilevato, dopo un corso di guida efficiente, un calo medio dei consumi del 4,6% nei tragitti cittadini. Il risultato, però, può cambiare molto in base alle abitudini del singolo conducente.
Peso, gomme e aria condizionata
Anche la manutenzione ordinaria può incidere. Misurare a freddo la pressione degli pneumatici e adeguarla alle indicazioni del costruttore, considerando il carico, aiuta a contenere la resistenza al rotolamento: per l’Iea, il controllo regolare può ridurre il consumo fino all’1,5%.
Lasciare sul tetto un box quando non serve peggiora invece l’aerodinamica, soprattutto alle velocità elevate. Lo stesso vale per gli oggetti trasportati inutilmente: secondo il dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, 45 chili aggiuntivi possono ridurre l’efficienza di circa l’1%, con effetti più marcati sulle auto leggere. Cento chili possono quindi tradursi, in linea generale, in una penalizzazione superiore al 2%.
Il climatizzatore richiede energia al motore. L’Agenzia internazionale dell’energia stima un’incidenza generalmente compresa tra il 4 e il 10% del carburante, mentre una prova dell’Adac ha registrato aumenti medi del 10-15%, fino a circa il 20% nella guida urbana.
Quando si procede lentamente e le condizioni lo permettono, i finestrini possono rappresentare un’alternativa. Sopra gli 80 km/h, però, l’aria che entra nell’abitacolo peggiora l’efficienza aerodinamica: può essere preferibile tenere i vetri chiusi e usare il condizionatore senza impostare una temperatura più bassa del necessario. La soglia di convenienza non è uguale per tutti i modelli.
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