Aspi, 30 miliardi per la rete: la sicurezza diventa la prova decisiva
Il piano di Autostrade per l’Italia punta a rafforzare e rinnovare la rete mentre si avvicina la conclusione delle risorse del PNRR.
Circa 30 miliardi di euro per rafforzare la rete autostradale e sostenerne il rinnovamento nel lungo periodo. È questa la dimensione del piano di Autostrade per l’Italia, presentato da Arrigo Giana come una base industriale destinata ad accompagnare la trasformazione dell’infrastruttura anche quando i fondi del PNRR saranno terminati.
Secondo l’amministratore delegato, il programma dovrà aumentare la capacità della rete di affrontare le esigenze future e consolidare il ruolo delle autostrade nello sviluppo dei territori. La crescita dei flussi di traffico rende infatti necessario procedere con gli interventi mantenendo attenzione sulla continuità del servizio e sulla solidità delle opere.
Trenta miliardi per una rete più resiliente
Giana ha descritto il modello dei concessionari come un sistema capace di finanziare gli interventi senza dipendere direttamente dalle risorse pubbliche. Per Autostrade per l’Italia, la priorità consiste nel far avanzare il piano garantendo allo stesso tempo standard elevati e protezione per chi utilizza o gestisce l’infrastruttura.
Il progetto viene considerato anche un impulso rilevante per il settore, perché dovrebbe entrare nella fase più intensa proprio mentre il ciclo degli investimenti legati al PNRR si avvia verso la conclusione. Nella visione dell’azienda, la rete autostradale continua così a rappresentare un elemento essenziale per la mobilità e per l’economia nazionale.
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La sicurezza coinvolge ogni lavoratore
Accanto alle opere, il tema indicato come prioritario riguarda la prevenzione degli incidenti. Giana ha ribadito che la tutela deve riguardare i cantieri, gli automobilisti e le infrastrutture: «Per Autostrade per l’Italia la sicurezza è al centro di ogni strategia». L’obiettivo dichiarato è mettere a disposizione tutti gli strumenti utili per ridurre i rischi.
Tra questi figura la Stop Work Authority, già applicata nei cantieri della società. La procedura consente a chiunque lavori sul posto, sia alle dipendenze di Aspi sia di un’impresa esterna, di interrompere un’attività quando individua una minaccia per sé o per i colleghi. «Tornare a casa dopo aver lavorato è un diritto», ha affermato Giana, indicando nella responsabilità condivisa uno dei cardini della cultura aziendale sulla salute e sulla sicurezza.
L’amministratore delegato ha illustrato queste posizioni durante l’incontro “Infrastrutture 2030: oltre il PNRR, l’Italia del Futuro”, promosso da FILT CGIL. Nel suo intervento ha collegato gli investimenti sulla rete alla funzione che le autostrade svolgono nel sistema economico del Paese, sottolineando la necessità di accompagnare lo sviluppo con controlli e garanzie adeguati.
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