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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Asili nido, torna la richiesta delle telecamere dopo i nuovi casi di violenza

Una nuova petizione rilancia la videosorveglianza negli asili nido italiani dopo l’ultimo episodio emerso a Roma e le polemiche riaperte da precedenti indagini e raccolte firme.

La paura di affidare i bambini al nido è tornata al centro del dibattito dopo l’ennesimo caso emerso a Roma, dove un’educatrice di un asilo comunale è stata sospesa in seguito a un’indagine per presunti maltrattamenti. A partire da questa vicenda, su Change.org è stata lanciata una nuova petizione che chiede regole nazionali più rigide e telecamere obbligatorie nelle strutture che accolgono i più piccoli.


La spinta arriva dall’ultimo caso di Roma

Secondo quanto riportato, gli investigatori hanno raccolto elementi tramite intercettazioni audio e video installate nella struttura romana. Da lì sarebbero emersi episodi ripetuti di violenza sui bambini, tra schiaffi, strattonamenti e insulti. Le indagini, avviate dopo le denunce presentate da alcuni genitori nel mese di maggio, hanno portato alla sospensione dell’educatrice.

La notizia ha riacceso una discussione che negli ultimi mesi si è già presentata più volte, anche per altri episodi finiti sotto i riflettori. Il primo ottobre è fissata inoltre l’udienza preliminare per l’ex titolare di un asilo privato in provincia di Vicenza, altro procedimento che si inserisce nello stesso filone di accuse e verifiche.


La petizione chiede una regola nazionale

L’iniziativa più recente porta il nome di Martina Nespola e punta al Ministero dell’Istruzione. Nel testo si chiede una norma valida per tutto il Paese che renda obbligatoria la presenza di telecamere di sorveglianza negli asili nido italiani, con l’idea che possano funzionare sia da deterrente sia da garanzia di trasparenza per famiglie e amministratori.

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La raccolta firme insiste sul fatto che, nel 2026, non sia più accettabile leggere storie di violenze ai danni dei bambini in ambienti che dovrebbero proteggerli. Tra i messaggi comparsi sotto la petizione ce n’è uno che parla di una figlia di quasi 2 anni e di sollievo nel sapere di una presenza di videocamere, mentre un altro sottolinea la necessità di installarle anche nei luoghi frequentati da persone fragili, come minori, disabili e anziani.


Un tema già tornato più volte in Parlamento

La richiesta di videosorveglianza non nasce oggi. Nelle ultime due legislature sono stati presentati diversi disegni di legge sul tema, compreso il n. 264 della passata legislatura. Quel testo prevedeva la possibilità per asili nido comunali e privati, oltre che per le scuole dell’infanzia comunali, statali e paritarie, di dotarsi di sistemi di telecamere criptate a circuito chiuso.

La proposta stabiliva anche che le immagini potessero essere visionate soltanto dalle forze dell’ordine e solo dopo una denuncia formale. Sullo sfondo resta il confronto con gli interventi del garante per l’infanzia e di quello per la privacy, che in più occasioni sono intervenuti sul tema, anche con sanzioni legate all’uso improprio dei dispositivi e alla diffusione di materiali registrati.

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