Appalti del sisma, otto arresti: coinvolto l’ex uomo di Acquaroli
Fabio Pistarelli è accusato di corruzione nel filone sugli affidamenti, mentre un’altra parte dell’indagine riguarda subappalti a imprese legate alla criminalità organizzata.
L’inchiesta sugli appalti legati alla ricostruzione dopo il terremoto ha portato a otto arresti eseguiti dalla Guardia di Finanza di Ancona. Tra le persone coinvolte figura Fabio Pistarelli, avvocato di Macerata ed ex capo di gabinetto del presidente della Giunta regionale delle Marche Francesco Acquaroli, incarico ricoperto fino a dicembre 2025.
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Pistarelli accusato per gli affidamenti
Nel caso dell’ex esponente del centrodestra, l’accusa è di corruzione e riguarda il filone dedicato all’assegnazione degli appalti pubblici. La sua posizione è ora al centro degli accertamenti condotti dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e dalle Fiamme gialle.
Gli investigatori hanno inoltre eseguito una perquisizione nello studio legale di Pistarelli. L’iscrizione nell’indagine e l’arresto rappresentano contestazioni ancora da sottoporre agli sviluppi del procedimento: la ricostruzione dei fatti dovrà essere verificata nelle sedi giudiziarie competenti.
Due piste nell’indagine sul sisma
L’inchiesta non si limita al presunto sistema di corruzione negli affidamenti. Un secondo filone, distinto da quello che coinvolge Pistarelli, prende in esame alcuni subappalti assegnati ad aziende considerate infiltrate dalla criminalità organizzata.
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La separazione dei due ambiti investigativi consente agli inquirenti di seguire sia le ipotesi di irregolarità nella gestione degli appalti sia i possibili collegamenti con imprese condizionate da ambienti criminali. Entrambi i percorsi riguardano lavori connessi alla ricostruzione post-sisma.
Arrestato anche un costruttore
Tra gli otto destinatari dei provvedimenti figura anche il costruttore Enrico Crucianelli. Nei suoi confronti viene contestata l’associazione esterna di stampo mafioso.
L’indagine, quindi, coinvolge figure con ruoli diversi: da un lato l’ex responsabile della segreteria del vertice regionale, chiamato in causa per corruzione; dall’altro un imprenditore accusato di un reato legato alla contiguità con un’organizzazione mafiosa. Gli accertamenti della Guardia di Finanza proseguono sui rapporti e sugli affidamenti esaminati.
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