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Cronaca 2 min di lettura15 ott

Antibiotici e pazienti fragili: la diagnosi che cambia la terapia

Pierangelo Clerici richiama il ruolo dei test rapidi nelle infezioni dei pazienti reumatologici e chiede un dialogo più stretto con le istituzioni

Nei pazienti più vulnerabili, conoscere in tempi rapidi l’origine di un’infezione può orientare subito la cura e ridurre il ricorso a trattamenti non mirati. La diagnostica microbiologica consente infatti di sostenere le decisioni cliniche, favorendo una gestione più efficace delle infezioni e una prescrizione più appropriata degli antibiotici.

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La resistenza pesa su ospedali e lavoro

A rendere urgente questo approccio è anche la diffusione della resistenza antimicrobica, problema che colpisce in modo particolare le persone fragili. Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli Ets), ha ricordato che il fenomeno determina circa 2,7 milioni di giornate di degenza aggiuntive e 50 milioni di giornate di lavoro perdute.

«Non dimentichiamoci che la resistenza antimicrobica porta circa 2,7 milioni di giornate di degenza ulteriore, con 50 milioni di giornate di lavoro perse», ha affermato Clerici. Per affrontare il problema, il presidente dell’Amcli Ets ha inoltre indicato la necessità di rafforzare il confronto tra professionisti sanitari e istituzioni.


Test rapidi per scegliere meglio

Le tecnologie oggi disponibili hanno accorciato sensibilmente il percorso diagnostico: l’identificazione del microrganismo responsabile e dei relativi meccanismi di resistenza può avvenire in un intervallo compreso tra 45 e 90 minuti. Un risultato così tempestivo permette di orientare la terapia sul germe individuato e di selezionare il farmaco più adatto.

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Secondo Clerici, disporre rapidamente di queste informazioni aiuta i medici a intervenire con maggiore precisione, limitando l’impiego indiscriminato degli antibiotici. Il beneficio riguarda soprattutto i pazienti reumatologici e, più in generale, quanti presentano condizioni che li espongono maggiormente alle complicanze infettive.


Il focus sulle cure reumatologiche

Il tema è stato affrontato a Roma durante un appuntamento organizzato da Apmarr Aps Ets sul futuro dell’assistenza reumatologica. Al centro del confronto è emersa l’importanza di riconoscere presto le infezioni nei malati più esposti, così da evitare ritardi nelle decisioni terapeutiche.

Nel suo intervento, Clerici ha quindi collegato l’innovazione dei test microbiologici alla necessità di proteggere le categorie vulnerabili. L’obiettivo indicato è integrare risultati diagnostici veloci e collaborazione tra strutture, specialisti e autorità sanitarie per migliorare il percorso di cura.

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