Aggressione a Reggio Emilia: come stanno i tre feriti
Il 26enne fermato è seguito dal Centro di salute mentale; restano da chiarire le cause dell’attacco avvenuto in una stazione di servizio.
Mena Istafanous, 26 anni, si trova ancora sotto custodia dopo essere stato fermato circa un’ora dopo l’aggressione. Aveva da poco avviato un percorso al Centro di salute mentale di Reggio Emilia ed era seguito anche per problemi di tossicodipendenza, elemento ora esaminato dagli investigatori.
Gli accertamenti sul giovane fermato
Nato a Reggio Emilia in una famiglia egiziana di fede cristiana copto-ortodossa, Istafanous ha trascorso la notte in Questura. Non è stato ancora sottoposto a interrogatorio e attende il trasferimento in carcere.
Le verifiche della polizia, coordinate dalla Procura, non avrebbero finora evidenziato collegamenti con ambienti o ideologie del fondamentalismo islamico. L’attenzione degli inquirenti si concentra quindi anche sulle sue condizioni personali e sull’eventuale ruolo assunto dall’uso di sostanze.
I tre feriti restano stabili
Sul fronte sanitario, nessuno dei tre feriti corre pericolo di vita. L’Azienda Usl Irccs ha precisato che le lesioni riscontrate sono di natura traumatica e riguardano esclusivamente l’ambito ortopedico.
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La vittima colpita inizialmente, una donna di 66 anni, dovrà affrontare un intervento chirurgico nei prossimi giorni. L’uomo di 49 anni intervenuto per aiutarla è stato operato durante la notte e resta ricoverato in degenza ordinaria; la ragazza di 24 anni, anche lei ferita mentre prestava soccorso, dovrebbe invece lasciare l’ospedale in giornata.
L’attacco alla stazione di servizio
I fatti si sono verificati domenica sera a Reggio Emilia, all’interno di una stazione di servizio situata in via Martiri di Cervarolo, nella zona del Buco del Signore. Le tre persone sono state accompagnate d’urgenza all’arcispedale Santa Maria Nuova.
Secondo la ricostruzione disponibile, la 66enne sarebbe stata la prima a essere aggredita con un cacciavite. Le altre due vittime sarebbero rimaste coinvolte quando sono intervenute per soccorrerla.
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