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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Acireale, caccia all’uomo con mazze: 17 indagati

Le immagini delle telecamere e dei social hanno portato a identificare i presunti partecipanti all’aggressione di due giovani egiziani.

Una spedizione organizzata nel centro di Acireale avrebbe coinvolto almeno 40 ragazzi, alcuni dei quali armati e con il volto coperto. Nel mirino sono finiti due giovani egiziani: per l’aggressione del 19 giugno 2025, in piazza Duomo, risultano indagate 17 persone, tra cui due minorenni.


Le misure disposte dal giudice

Quattordici giovani tra i 20 e i 25 anni dovranno rispettare l’obbligo di firma. Per un uomo di Acireale, già noto per precedenti penali, è stato invece disposto il divieto di dimora. I due minorenni sono coinvolti in un procedimento distinto davanti alla magistratura competente.

Le contestazioni riguardano lesioni pluriaggravate, con l’ipotesi aggiuntiva di discriminazione e odio razziale, oltre al porto illegale di oggetti utilizzati per offendere. Le misure cautelari sono state eseguite dalla polizia su provvedimento del giudice per le indagini preliminari di Catania, su richiesta della Procura distrettuale.


Mazze, tubi e volti coperti

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe inseguito e colpito i due ragazzi usando mazze, tubi metallici e chiavi inglesi. L’azione sarebbe stata legata anche a una vicenda sentimentale: una delle vittime avrebbe avuto una relazione con l’ex fidanzata di uno dei presunti aggressori.

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Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica esaminando le registrazioni degli impianti di sorveglianza, sia pubblici sia privati, insieme ai filmati pubblicati sui social network. In questo modo sono state riconosciute 17 persone, mentre molti partecipanti all’aggressione avrebbero cercato di non farsi identificare coprendosi il volto.


L’allarme della Procura

Il procuratore Francesco Curcio ha descritto l’episodio come una “vera e propria caccia all’uomo”, sostenendo che le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi. A suo giudizio, i due giovani si sarebbero salvati grazie alla loro prontezza e all’arrivo rapido della volante del commissariato.

Curcio ha inoltre parlato di una “immagine di violenza tribale”, associandola all’assenza di freni nella condotta del gruppo e, in alcuni casi, alla componente razzista. Secondo la Procura, alcuni partecipanti avrebbero anche mostrato soddisfazione per l’attenzione ottenuta dall’aggressione attraverso i social network.

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