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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Abby Choi, il movente dei 60 milioni dietro il delitto di Hong Kong

Durante il processo per la morte della modella sono emersi acquisti sospetti, immagini delle ultime ore e una disputa legata a un appartamento di lusso.

Sessanta milioni di dollari di Hong Kong, pari a circa 6,77 milioni di euro, sarebbero al centro del contrasto tra Abby Choi e i familiari dell’ex marito. La modella avrebbe acquistato personalmente l’appartamento di lusso diventato uno degli elementi del contenzioso economico.

Alex Kwong, con cui la vittima aveva avuto due figli, fu fermato il 25 febbraio 2023 mentre cercava di lasciare Hong Kong su un motoscafo. Il padre Kwong Kau e il fratello Anthony Kwong erano stati arrestati il giorno precedente. L’accusa sostiene che la lite finanziaria possa rappresentare il movente dell’omicidio.


Una fuga e un processo delicato

Per la morte di Abby Choi sono imputati Alex Kwong, 31 anni, il padre di 68 anni e Anthony Kwong, 35 anni. Tutti hanno respinto l’accusa di omicidio e, in caso di condanna, rischiano l’ergastolo.

Il dibattimento, che dovrebbe protrarsi per diverse settimane, si svolge davanti all’Alta Corte di Hong Kong. Le udienze hanno già portato alla luce una ricostruzione dell’accusa basata su acquisti effettuati prima della scomparsa, spostamenti ripresi dalle telecamere e reperti trovati nell’abitazione.


Le ultime ore della modella

Le immagini di sorveglianza mostrerebbero Abby Choi mentre sale su uno dei due furgoni utilizzati dai Kwong nel pomeriggio del 21 febbraio 2023. La sua ultima attività su Instagram risalirebbe alle 14:44, mentre intorno alle 15:20 Alex Kwong avrebbe parcheggiato uno dei mezzi in un punto vicino alla villetta di Tai Po.

Secondo il pubblico ministero, nei filmati i tre uomini non avrebbero manifestato segni evidenti di agitazione. La procura ritiene inoltre che la donna sia stata convinta a salire in auto con la scusa di andare a prendere la figlia a scuola e che, una volta dentro il veicolo, sia stata colpita alla testa.

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L’accusa parla di un piano preparato

Per i pubblici ministeri, l’aggressione non sarebbe stata improvvisata. Nei giorni antecedenti alla denuncia della scomparsa, la famiglia dell’ex marito avrebbe infatti procurato diversi strumenti poi ritenuti compatibili con l’uccisione e con la distruzione del cadavere: un tritacarne, un martello e una sega elettrica.

La pm Charlotte Draycott ha sostenuto in aula che l’organizzazione preventiva degli acquisti dimostrerebbe la volontà di predisporre ogni passaggio. Una perizia avrebbe inoltre collegato le ferite sul cranio della vittima alla sagoma del martello sequestrato dagli investigatori.


Le tracce trovate nella casa

I resti della 28enne furono individuati nel febbraio 2023 all’interno di un’abitazione presa in affitto in un villaggio della zona di Tai Po. Nella proprietà venne recuperata anche una lama con tracce riconducibili a carne umana.

Un vicino ha riferito di avere udito il rumore di una motosega nel pomeriggio in cui Abby Choi sarebbe stata uccisa. La procura ha presentato questi elementi insieme ai filmati dei furgoni e agli oggetti acquistati in precedenza per sostenere la tesi dell’omicidio premeditato.

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