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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

A 17 anni negli Uffizi per liberare i sotterranei dall’acqua

L’attore e regista ricorda il lavoro nei sotterranei del museo dopo l’alluvione e l’incontro che gli cambiò la vita

A diciassette anni partecipò alle operazioni per liberare dagli allagamenti gli scantinati degli Uffizi. L’attore e regista ha ricordato quella giornata, iniziata con l’avviso della madre sull’esondazione a Firenze e a Borgo.

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La sveglia e l’alluvione

Quel mattino fu la madre Miriam a dirgli che non sarebbe andato a scuola. «Niente scuola oggi, c’è l’alluvione a Firenze e anche qui a Borgo», gli disse prima che lasciasse la casa nel paese del Mugello dove viveva.

La reazione del ragazzo fu istintiva e un po’ stravagante. Pensò: «Acqua uguale gomma!». Nonostante l’assenza di pioggia in quel momento, indossò una cerata comprata quell’estate a Livorno e si preparò a raggiungere le zone colpite.

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Il lavoro negli Uffizi

Il giovane fu coinvolto nella catena umana organizzata per sgomberare i locali sotterranei del museo, invasi dall’acqua. L’esperienza lo mise davanti alle conseguenze dell’alluvione e segnò, nel suo ricordo, il passaggio dall’adolescenza a una maggiore consapevolezza.

Quella vicenda ebbe anche una dimensione personale. Durante le giornate trascorse a Firenze, infatti, l’attore e regista racconta di aver conosciuto l’amore, accostando così l’impegno per mettere in salvo gli spazi degli Uffizi a un’esperienza privata rimasta nella sua memoria.

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