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Cronaca 1 min di lettura5 giorni fa

171 chilometri per ritrovare il minore: due arresti nel Bergamasco

I messaggi inviati alla madre hanno fatto scattare l’allarme: il ragazzo sarebbe stato costretto a salire su un’auto e condotto fino a Vicenza.

La geolocalizzazione del cellulare ha portato gli investigatori fino a un bed and breakfast di Vicenza, a 171 chilometri dal luogo in cui il minorenne sarebbe stato prelevato. Qui la polizia ha rintracciato il ragazzo e fermato due giovani di 22 e 24 anni, entrambi di nazionalità senegalese.

L’allarme era partito dalla madre, insospettita da alcuni messaggi ricevuti dal figlio. La donna si è rivolta ai carabinieri di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, permettendo di avviare rapidamente le ricerche.


I messaggi hanno svelato il pericolo

Il contenuto delle comunicazioni lasciava intendere che il ragazzo non fosse libero di muoversi e si trovasse in una situazione rischiosa. La denuncia della madre ha quindi fornito agli investigatori il primo elemento utile per ricostruire gli spostamenti del minore.

Secondo la ricostruzione finora disponibile, il giovane si trovava nei pressi di una pizzeria del Bergamasco quando sarebbe stato obbligato da due uomini a entrare in una vettura. Da quel momento il mezzo si sarebbe diretto verso il Vicentino, facendo perdere le proprie tracce.

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Il ritrovamento in un bed and breakfast

Le ricerche si sono concentrate sul segnale del telefono, individuato vicino a una struttura ricettiva di Vicenza. Il minore sarebbe stato trattenuto lì durante la notte, prima di essere trovato dalle forze dell’ordine il giorno successivo.

I due sospettati sono stati arrestati e trasferiti in carcere. Resta da chiarire ogni dettaglio della vicenda, compreso il possibile movente: l’ipotesi al vaglio è che gli uomini volessero ottenere denaro dal ragazzo per una questione collegata alla compravendita di banconote false. Dopo il ritrovamento, il minorenne è stato riaffidato alla madre.

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