1.400 studenti e il lavoro che cambia: la sfida lanciata da Ucbm
A Roma, ragazzi di 23 scuole del Lazio hanno discusso di innovazione, benessere e competenze necessarie per affrontare il futuro professionale.
Il futuro delle professioni passa anche dalla capacità di unire preparazione scientifica, spirito critico e attenzione alle persone. È questo il filo conduttore dell’incontro organizzato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma alla Nuvola, dove sono arrivati oltre 1.400 studenti provenienti da 23 scuole superiori del Lazio.
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Gli studenti al centro del confronto
L’iniziativa, intitolata “Human, + Idee, persone e innovazioni delle professioni del futuro”, è stata pensata come uno spazio di ascolto e orientamento. Elsa Serpico, dirigente dell’Area Qualità e Sviluppo Internazionale dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha spiegato che l’obiettivo non era soltanto presentare contenuti, ma coinvolgere direttamente i ragazzi nella riflessione sulle loro prospettive.
«Vogliamo ascoltare i ragazzi e offrire loro l’occasione di confrontarsi su alcune tematiche», ha dichiarato Serpico durante l’evento. Il programma è stato articolato in tre momenti, dedicati a questioni che riguardano tanto la vita quotidiana quanto la trasformazione del mondo del lavoro.
Dalla salute alle tecnologie
Tra gli argomenti affrontati figurano la salute e la cura, l’intelligenza artificiale, le tecnologie, l’alimentazione e la sostenibilità. L’intento è mostrare come questi ambiti siano collegati e come possano influenzare le competenze richieste alle nuove generazioni.
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La parte conclusiva dell’incontro è stata dedicata proprio alle professioni del futuro. Serpico ha ricordato che, secondo il World Economic Forum, entro il 2030 cambierà circa il 39% delle competenze fondamentali dei lavoratori. Un dato che rende centrale il tema della preparazione, non limitata alle conoscenze disciplinari.
Conoscenze e responsabilità
Per l’Università Campus Bio-Medico di Roma, la formazione deve infatti andare oltre il trasferimento di nozioni scientifiche. L’università dovrebbe contribuire anche alla crescita di persone dotate di senso critico, sensibilità umana e consapevolezza delle responsabilità verso gli altri.
«Il progresso tecnologico e scientifico dipende anche dalla capacità di mettere al centro la persona e il benessere della comunità», ha aggiunto Serpico. La riflessione proposta agli studenti parte quindi dalle innovazioni, ma arriva al rapporto tra sviluppo, cura e qualità della vita collettiva.
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