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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

14 ore nei campi e 80 centesimi a cassetta: il caso nel Casertano

Lavoratori senza permesso di soggiorno reclutati per la raccolta e sottoposti a turni estenuanti: otto persone sono state raggiunte da provvedimenti o avvisi

Turni che potevano arrivare a 14 ore, nessun giorno di riposo e paghe legate alla quantità raccolta: è il quadro ipotizzato dagli investigatori sul lavoro nei campi tra Villa Literno e Mondragone. I braccianti, privi del permesso di soggiorno, sarebbero stati sorvegliati dai caporali e costretti ad allontanarsi quando comparivano le forze dell’ordine o quando una malattia riduceva la loro produttività.


Paghe minime e condizioni dure

Per ogni cassetta raccolta i lavoratori avrebbero ricevuto da 0,80 a 1,50 euro. In alternativa, il compenso sarebbe stato calcolato in base alle ore, con una cifra compresa tra 3 e 4 euro, oppure su base giornaliera: 30 euro per chi era appena entrato nel circuito e 50 euro per gli operai già impiegati da tempo.

Le giornate nei campi si svolgevano con qualsiasi condizione meteorologica, dal caldo alla pioggia, e potevano estendersi per tutta la settimana. Secondo quanto emerso, mancavano la visita medica preventiva, i servizi igienici mobili e spazi destinati alla pausa o al ristoro; inoltre, agli addetti sarebbe stato impedito di assentarsi per malattia o di utilizzare il telefono.


Reclutamento in strada, otto coinvolti

Fino a 80 braccianti al giorno sarebbero stati individuati direttamente lungo le strade e accompagnati nelle aziende con furgoni vecchi, talvolta destinati anche al trasporto di merci. Le verifiche, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e svolte dai carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro di Caserta, sono andate avanti per oltre due anni attraverso pedinamenti e attività tecniche.

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A tre persone, tutte domiciliate nel Casertano, è stato imposto l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Per un quarto indagato è scattato l’obbligo di dimora, mentre ad altre quattro persone sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini. Le ipotesi di reato riguardano l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, in relazione al reclutamento e all’impiego di manodopera irregolare.


Protezione per i lavoratori che hanno parlato

I braccianti che hanno fornito elementi ritenuti utili agli inquirenti sono stati trasferiti in località protette. Per loro è stata prospettata anche una strada di tutela e di inserimento nel mondo del lavoro e nella comunità.

Gli esiti dell’inchiesta saranno illustrati alle 11 negli uffici del procuratore di Santa Maria Capua Vetere, durante una conferenza stampa dedicata ai provvedimenti e agli sviluppi dell’indagine.

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