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Calcio 2 min di lettura1 ora fa

Corrado Di Taranto lascia il Cesena, sarà l’ad del Padova

L’ex direttore generale si assegna un 8 e ammette errori nella gestione dei giovani durante la seconda stagione

Corrado Di Taranto lascerà il Cesena per assumere il ruolo di amministratore delegato del Padova. L’ex direttore generale del club romagnolo ha spiegato di considerare positiva l’esperienza vissuta negli ultimi due anni.

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Il passaggio al Padova

La scelta, ha raccontato in un’intervista al Corriere di Romagna, è maturata per motivi personali e professionali. Di Taranto ha ricevuto altre proposte in passato, ma questa volta ha accettato anche per la maggiore vicinanza a casa e per la necessità del Padova di inserire un amministratore delegato.

Il dirigente ha chiarito che sarebbe potuto rimanere a Cesena se gli fosse stato prospettato un incarico diverso. Ha inoltre spiegato di aver indicato Sandro Mencucci alla proprietà dopo aver comunicato la decisione di partire, ritenendolo adatto per esperienza e valori personali.


Il bilancio dell’esperienza

Per il lavoro svolto a Cesena, Di Taranto si è attribuito un voto alto: «Mi do 8». Nel suo bilancio ha incluso la promozione in Serie B, la costruzione di un’identità legata alla Romagna e la partecipazione ai play-off, oltre alla permanenza nella categoria durante la seconda annata.

Il dirigente ha riconosciuto il calo nel finale di stagione, ma ha ricordato che la squadra non ha mai corso seri pericoli di retrocessione. Il suo giudizio sul momento del passaggio di consegne è positivo: «Non lascio una nave che affonda, ma una nave che funziona».

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Le scelte su Mignani

Tra gli episodi più difficili, Di Taranto ha indicato la sconfitta subita a Carrara durante le festività di fine 2024 e l’esonero di Michele Mignani. A suo giudizio, il problema principale non è stata la decisione in sé, bensì il momento scelto per interrompere il rapporto con l’allenatore.

Guardando indietro, il dirigente avrebbe cercato di convincere la società a proseguire con Mignani fino al termine del campionato, chiedendo però al tecnico di schierare con continuità i giovani del vivaio, a prescindere dai risultati.


Il ruolo dei giovani

Di Taranto ha difeso il lavoro compiuto nella prima parte della prima stagione in Serie B. Il Cesena era arrivato nella categoria con cinque calciatori di proprietà alla prima esperienza e, tra questi, Berti, Shpendi e Francesconi hanno mostrato di poter incidere anche a un livello superiore.

Il bilancio è invece più severo per la seconda annata. Secondo l’ex direttore generale, i giocatori delle annate 2005 e 2006 hanno trovato poco spazio per eccessiva cautela e timore di rischiare. La società, ha ammesso, avrebbe potuto puntare maggiormente su di loro.

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