Meteo su Roma.

Calcio 2 min di lettura1 ora fa

Calcio italiano, proprietà opache legate a più rischi penali

Uno studio su 265 club collega scarsa trasparenza, penalizzazioni, esclusioni dai campionati e procedimenti giudiziari

Le società calcistiche italiane con assetti proprietari poco trasparenti risultano più esposte a sanzioni sportive e vicende penali. È il dato principale di una ricerca che ha esaminato 265 club dalla Serie A alla Serie D.

Offerta del giorno3 novembre

Tiqets

-6% sui musei da Tiqets

Scade tra 789 giorni
**********


I dati sulle sanzioni

L’analisi ha preso in considerazione la stagione 2022-23 e gli eventi registrati nei tre anni successivi. Per le società con proprietà opache, la percentuale di penalizzazioni è stata del 29,4%, contro il 9,7% rilevato tra i club con strutture societarie trasparenti.

La distanza emerge anche sul fronte delle esclusioni dai campionati: 29,4% nei casi di maggiore opacità, rispetto al 12,1% delle altre società. Quanto alle accuse o alle indagini penali a carico dei vertici, il rapporto indica una presenza nel 52,9% dei primi casi, contro il 5,6% dei club trasparenti.


Proprietà difficili da ricostruire

Nella stagione 2025-26 lo studio ha individuato 27 soggetti al vertice di catene proprietarie che non consentono di risalire alle persone fisiche titolari degli interessi economici finali. Le strutture utilizzate si estendono attraverso 62 giurisdizioni, comprese 26 delle 30 aree classificate come più riservate dal Tax Justice Network.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Venti di questi soggetti controllano, direttamente o indirettamente, società del calcio italiano. Il fenomeno non riguarda soltanto le categorie maggiori e presenta anche una presenza rilevante di investitori statunitensi.


Il giudizio dei ricercatori

La ricerca è stata realizzata da Francesco Addesa, docente presso la Leeds Beckett University, e Michele Riccardi, professore di criminologia all’Università Cattolica e direttore di Transcrime. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Economic Criminology e mette in relazione trasparenza proprietaria, irregolarità finanziarie e procedimenti giudiziari.

Riccardi ha precisato che «una proprietà opaca non costituisce di per sé un illecito», ma ha aggiunto che i risultati mostrano «una relazione stretta tra opacità, illeciti amministrativi e rischi criminali». Secondo il ricercatore, club già fragili sul piano economico potrebbero attirare capitali poco trasparenti; allo stesso tempo, l’ingresso di denaro dalla provenienza non identificabile può favorire irregolarità e instabilità finanziaria.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere