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Calcio 3 min di letturaAggiornato 28 min fa

Carnevali alla Juventus: serve tempo, ma il club è debole

Il nuovo dirigente indica giovani e sostenibilità, mentre la società deve recuperare credibilità dentro e fuori dal campo

Aggiornamento delle 16:27

All’assemblea degli azionisti, Giovanni Carnevali ha indicato la necessità di una presidenza più presente sul campo e di maggiore pazienza verso la dirigenza. Il dirigente ha sostenuto che il nuovo percorso non dovrebbe essere giudicato al primo errore.

Aggiornamento delle 16:25

Carnevali ha assicurato il sostegno della società a Luciano Spalletti, confermato sulla panchina bianconera. Il dirigente ha inoltre rivelato che la Juventus è vincolata da un settlement agreement con la Uefa, che limita le operazioni possibili.

Giovanni Carnevali ha assunto il ruolo dirigenziale alla Juventus in una fase in cui il club appare fragile in diversi settori.

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La posizione sulla Figc

Tra i primi temi affrontati c’è stata anche la scelta del prossimo presidente della Figc. Carnevali ha spiegato che la Juventus non ha ancora deciso quale candidato sostenere e vuole esaminare i programmi prima di esprimersi.

«Galliani e Malagò sono due grandi personalità, di spicco. Noi vogliamo prenderci del tempo per valutare e vedere i loro programmi. Dobbiamo ascoltare anche tutte le altre componenti», ha dichiarato. La società bianconera è così rimasta tra i club di Serie A che non hanno ancora preso posizione, insieme a Cagliari, Sassuolo e Venezia.

La prudenza ha deluso Giovanni Malagò, che contava anche sul sostegno della Juventus. Per il club si tratta di un atteggiamento distante dal peso che aveva esercitato in passato nelle decisioni del calcio italiano.


Una proprietà presente solo nei conti

John Elkann ha garantito nuove risorse alla società. Negli ultimi sette anni, attraverso diversi aumenti di capitale, la proprietà ha versato circa un miliardo di euro, una cifra senza paragoni tra i principali club internazionali.

Secondo l’analisi proposta, però, il sostegno economico non è stato accompagnato da una presenza altrettanto riconoscibile nella gestione del calcio. La proprietà appare poco coinvolta nelle dinamiche istituzionali, mentre anche il rapporto con il secondo azionista Tether è rimasto poco definito nelle ultime settimane.


Il piano di Carnevali

Nel suo intervento, il nuovo dirigente ha indicato una linea basata sulla programmazione. La Juventus dovrà valorizzare il vivaio, aumentare la presenza di calciatori italiani e trasformare la Next Gen in un collegamento stabile con la prima squadra.

«Dobbiamo far tornare il settore giovanile ad alti livelli, portare un po’ più di italianità nella nostra struttura», ha detto Carnevali. L’obiettivo indicato è formare giocatori in grado di arrivare un giorno nella rosa principale.

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Il dirigente ha escluso risultati immediati garantiti e ha richiamato i vincoli economici imposti dalle competizioni europee. Sul mercato, ha aggiunto, la società potrà acquistare soltanto gli elementi compatibili con le proprie disponibilità, senza inseguire operazioni fuori portata.


Il tempo è già mancato

La richiesta di pazienza si scontra con il percorso recente della Juventus. Il club non conquista lo scudetto da sette anni e, nello stesso periodo, non è mai riuscito a lottare concretamente per il titolo fino alla fine.

Per trovare una fase altrettanto lunga senza tricolore bisogna tornare agli anni compresi tra il 1986 e il 1994. Anche sul piano finanziario la gestione dal 2019 a oggi avrebbe prodotto risultati molto difficili senza gli interventi di Elkann.


Una squadra ancora fragile

Luciano Spalletti non è stato scelto dal nuovo gruppo dirigente, ma confermato dopo aver ereditato la panchina. Questa differenza pesa sulla sua posizione: la fiducia appare legata a una continuità precedente e non a un progetto costruito direttamente dall’attuale dirigenza.

Anche la rosa deve recuperare personalità. Il gruppo non dispone di leader paragonabili a Gianluigi Buffon, Andrea Pirlo e Alessandro Del Piero, i riferimenti della prima Juventus allenata da Antonio Conte. Alcune dichiarazioni recenti, compresa quella di Bremer, hanno alimentato ulteriori dubbi sulla tenuta del gruppo.

Carnevali ha quindi trovato una società da ricostruire sotto più profili. Il suo programma punta su pazienza, giovani e controllo delle spese, ma la Juventus arriva a questa fase dopo anni in cui di tempo ne ha già consumato molto.

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