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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Zelensky lancia l’allarme: “Se cadiamo, 20 milioni in Europa

Da Bruxelles il presidente ucraino chiede nuove difese antiaeree e avverte che i droni russi stanno già mettendo alla prova la risposta europea.

La prospettiva evocata da Volodymyr Zelensky è quella di un esodo di proporzioni enormi nel caso in cui l’Ucraina venisse sconfitta dalla Russia. Parlando a Bruxelles dopo il Consiglio europeo, il presidente ha chiesto ai governi del continente di mantenere il sostegno a Kiev e ha collegato la resistenza ucraina alla sicurezza dell’intera Europa.

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L’allarme sui milioni di profughi

Secondo Zelensky, una resa dell’Ucraina non fermerebbe le conseguenze del conflitto ai suoi confini. “Se cadiamo, 20 milioni di ucraini verranno in Europa”, ha detto durante la conferenza stampa, spiegando che la popolazione sarebbe costretta a lasciare il Paese se le forze russe lo distruggessero e ne espellessero gli abitanti.

Il presidente ha respinto anche l’idea che gli obiettivi di Vladimir Putin siano limitati al Donbass. A suo giudizio, l’attacco iniziale contro Kiev dimostra l’esistenza di un progetto più ampio: colpire la sovranità nazionale e negare all’Ucraina il riconoscimento come Stato. Zelensky ha quindi sostenuto che Mosca non consideri mai sufficienti i risultati già ottenuti sul campo.


I droni come prova per l’Europa

Nel ragionamento del leader ucraino, i segnali più preoccupanti riguardano anche lo spazio aereo dei Paesi europei. Zelensky ha citato episodi legati a droni in Romania, Polonia e Germania, oltre alle segnalazioni provenienti da Moldova e Bulgaria e all’attacco sventato contro l’aeroporto di Lipsia.

“Non si combatte più soltanto a terra: lo spazio aereo di altri Paesi viene violato e queste azioni servono a misurare la reazione europea”, ha affermato. Il presidente ha aggiunto che, finché Kiev continuerà a resistere, il rischio di un’ulteriore escalation con Mosca resterà più contenuto. A suo avviso, l’Europa sta comprendendo sempre meglio che la minaccia non riguarda soltanto l’Ucraina.


Patriot, l’inverno resta il nodo

Sul piano militare, Zelensky ha indicato nella difesa aerea una delle priorità immediate. In base ai dati trasmessi ai partner, le disponibilità europee di intercettori Patriot Pac-2 e Pac-3 sarebbero sufficienti a coprire il fabbisogno minimo dell’Ucraina durante l’inverno.

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Il calcolo, ha precisato, non presuppone l’impiego di due missili difensivi per ogni ordigno russo. Kiev riceve parte dei sistemi statunitensi attraverso Purl, il programma di acquisto comune della Nato finanziato dai Paesi europei, ma il presidente ha riconosciuto che la maggior parte dei Patriot viene attualmente destinata al Medio Oriente. Per questo l’Ucraina raccoglie quantitativi provenienti da più Stati, assemblando forniture di diversa entità.


Più aiuti e un nuovo sistema

Zelensky si è detto convinto che l’Europa continuerà ad assistere Kiev, pur senza poter indicare ancora il numero preciso dei futuri aiuti. Ha inoltre parlato della possibilità di sviluppare insieme ai partner un sistema antibalistico chiamato Freya, con la partecipazione di decine di Paesi. L’obiettivo sarebbe realizzare una soluzione più rapida e meno costosa, da mettere a disposizione anche degli alleati che ne abbiano bisogno.

Il presidente ha descritto il sostegno europeo come più solido rispetto al passato, nonostante la crescita delle forze politiche favorevoli a ridimensionare gli aiuti all’Ucraina. A suo giudizio, la maggiore coesione dei governi continentali incide anche sul rapporto con gli Stati Uniti, perché la guerra comporta rischi diretti per l’intero continente.


Il confronto con Trump e i beni russi

Durante l’incontro con i giornalisti, Zelensky ha definito strano l’accordo sul gasolio tra Stati Uniti e Russia, confermando però che i contatti con i negoziatori americani proseguono e che dovrebbe essere organizzato un nuovo incontro. Alla domanda su un possibile tentativo di Donald Trump di attribuirgli la responsabilità delle difficoltà interne statunitensi, il presidente ucraino ha risposto con un cenno e un sorriso, prima di limitarsi a dire: “Questa è la mia risposta”.

L’ultimo tema affrontato è stato quello dei beni russi congelati nell’Unione europea. Kiev chiede che Mosca non possa tornare a controllare quelle risorse e punta a ottenerne l’utilizzo prima che la Russia riesca a recuperarne la disponibilità. Zelensky ha indicato proprio questo come il punto centrale della posizione ucraina nel confronto tra i Paesi membri.

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