Zelensky lancia l’allarme: così Mosca prova a dividere l’Europa
Il presidente ucraino accusa il Cremlino di usare media e social per influenzare le democrazie, mentre prende forma un nuovo tentativo diplomatico per fermare la guerra
Il fronte della guerra, secondo Volodymyr Zelensky, non passa soltanto dall’Ucraina. Le democrazie europee sarebbero già esposte a operazioni russe capaci di sfruttare tensioni sociali, paure e contrasti politici per condizionare il dibattito pubblico.
Nell’intervista al Corriere della Sera, il presidente ucraino ha incluso anche l’Italia tra i Paesi interessati da quella che definisce una strategia di conflitto ibrido condotta da Mosca. L’accusa arriva mentre sul piano internazionale si tenta di riaprire il canale dei negoziati.
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La propaganda sfrutta le divisioni
Per Zelensky, televisione, stampa, Internet e piattaforme sociali sono strumenti attraverso i quali il Cremlino tenterebbe di orientare le opinioni pubbliche. L’obiettivo sarebbe alimentare fratture già presenti nelle società e ridurre la fiducia dei cittadini verso governi e istituzioni.
Il presidente ucraino ha però distinto il dissenso legittimo dalle interferenze straniere: «I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe». Nella sua ricostruzione, immigrazione, religione, lingua e temi legati al genere possono diventare leve per esasperare il confronto interno.
Zelensky ha ribadito che le scelte politiche spettano ai cittadini dei singoli Paesi: «Come vivere e chi eleggere devono deciderlo italiani, francesi, ucraini, spagnoli. Non i russi». Il messaggio rivolto all’Italia va quindi oltre il sostegno militare a Kyiv e riguarda la capacità delle democrazie di difendere il proprio spazio decisionale.
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Il negoziato procede tra tensioni
L’avvertimento sulla guerra ibrida si inserisce in una fase delicata per la diplomazia. L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff dovrebbe incontrare a Oslo Zelensky e alcuni leader europei per mettere a punto una proposta di pace da sottoporre alla Russia; successivamente è previsto un viaggio a Mosca per discuterne i contenuti.
Il tentativo di costruire una soluzione diplomatica si sviluppa tuttavia mentre i rapporti tra Washington e Kyiv restano difficili. Zelensky ha affermato di essersi sentito tradito da Donald Trump e ha contestato le restrizioni nella condivisione delle informazioni d’intelligence, nella consegna delle armi e nell’accesso a Starlink.
Il presidente ucraino considera quelle limitazioni ingiuste e chiede agli Stati Uniti un comportamento da partner. In questo contesto, la denuncia contro le presunte operazioni d’influenza russe assume un peso più ampio: anche se i combattimenti dovessero fermarsi, resterebbe il problema di proteggere le società europee dalle interferenze esterne e di garantire ai cittadini la libertà di scegliere il proprio futuro.
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