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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Patriot e stop alle raffinerie: la proposta di Zelensky agli Usa

Kiev offre una pausa di 30 giorni agli attacchi contro gli impianti petroliferi russi, ma denuncia i ritardi americani sulla consegna dei sistemi di difesa aerea.

Per un mese l’Ucraina sarebbe pronta a fermare i raid contro le raffinerie russe, a condizione di ricevere dagli Stati Uniti una protezione più efficace dello spazio aereo. Volodymyr Zelensky ha rilanciato questa possibilità durante un collegamento con esponenti bipartisan del Congresso americano, mentre Kiev accusa Washington di bloccare missili Patriot già finanziati da alcuni Paesi europei.

La proposta arriva in una fase particolarmente delicata per le forze ucraine, che devono fare i conti con scorte ridotte di intercettori e con nuovi attacchi russi. Nella regione intorno alla capitale, intanto, un raid ha provocato tre morti e sei feriti.

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Kiev attende il via libera americano

Secondo Zelensky, alcuni governi europei avrebbero già individuato missili Patriot da trasferire all’Ucraina. Il materiale sarebbe pronto, ma l’operazione non può partire senza l’autorizzazione degli Stati Uniti. Il presidente ucraino ha sostenuto che il Pentagono stia rallentando anche l’invio di ordigni acquistati da Paesi europei attraverso il programma Purl, in attesa della firma del segretario alla Difesa Pete Hegseth.

«I missili sono pronti e potrebbero già trovarsi in Ucraina», ha affermato Zelensky secondo quanto riferito dalla presidenza ucraina, aggiungendo che l’autorizzazione non sarebbe ancora arrivata. A suo giudizio, il ritardo potrebbe riflettere una scelta politica mirata a ridurre il sostegno a Kiev.


La tregua legata ai Patriot

Parlando con i parlamentari statunitensi, Zelensky ha indicato una possibile intesa limitata nel tempo: sospendere per 30 giorni gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe in cambio di un rafforzamento della difesa aerea ucraina. «Sarebbe giusto, ne sono certo», ha detto, spiegando però che finora non sarebbe emersa disponibilità americana ad accettare questa formula.

La vicenda delle consegne resta senza una decisione definitiva. Il Washington Post, citando fonti informate, ha riferito che Hegseth non avrebbe approvato il trasferimento dei missili dagli arsenali degli alleati di Kiev, senza tuttavia respingere formalmente le richieste. Un funzionario ucraino ha parlato di una disponibilità residua ridotta a «solo pochi missili rimasti».

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Witkoff incontra Zelensky a Oslo

Nel frattempo Steve Witkoff è atteso oggi in Norvegia per una serie di colloqui con Zelensky e con diversi rappresentanti europei. L’inviato della Casa Bianca dovrebbe vedere il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, delegati di Regno Unito, Francia, Germania e Polonia, oltre a esponenti dell’Unione europea e della Nato.

L’incontro, secondo Axios, punta a mettere a punto una proposta di pace da sottoporre alla Russia. Jared Kushner non sarà presente fisicamente perché influenzato, ma dovrebbe partecipare a distanza. A Kiev, inoltre, Zelensky ha ricevuto una delegazione di Lockheed Martin per discutere l’ampliamento delle forniture di intercettori e la manutenzione dei caccia F-16 direttamente in Ucraina.


Nuove vittime nella regione di Kiev

Mentre si muovono i canali diplomatici, le autorità locali hanno comunicato un nuovo attacco russo nell’area della capitale. Un edificio industriale nel distretto di Obukhiv è stato colpito durante un raid aereo e l’impatto ha fatto divampare un incendio.

I servizi di emergenza della regione hanno confermato il bilancio di tre persone morte e sei ferite. Le operazioni sul posto sono proseguite mentre Kiev continua a segnalare la necessità di nuovi missili per contrastare gli attacchi aerei russi.

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