Patriot bloccati, l’accusa di Zelensky: «Manca il via libera Usa»
Il presidente ucraino denuncia ritardi nelle forniture già pagate dall’Europa e lo stop ai dati utili contro i missili russi.
L’Ucraina sostiene di avere già individuato i sistemi necessari per rafforzare la propria difesa aerea, ma attende ancora il consenso degli Stati Uniti. Volodymyr Zelensky ha rivolto a Washington accuse pesanti: secondo il presidente, la consegna di missili intercettori finanziati dall’Europa sarebbe stata rallentata e Kiev avrebbe inoltre perso l’accesso a informazioni essenziali per individuare in anticipo gli attacchi russi.
Il nodo dei missili Patriot
Nel corso di una telefonata con senatori statunitensi di entrambi gli schieramenti, Zelensky ha riferito che alcuni governi europei sarebbero disposti a trasferire missili Patriot prelevandoli dalle proprie scorte. Si tratta, secondo la presidenza ucraina, degli unici intercettori considerati capaci di contrastare i vettori russi più avanzati, mentre le disponibilità di Kiev sono ormai molto ridotte.
Il trasferimento, però, non sarebbe ancora partito. «I missili sono pronti. Potrebbero già trovarsi in Ucraina. Purtroppo, però, l’autorizzazione non è ancora arrivata», ha affermato il leader ucraino durante il confronto con i legislatori americani. A suo dire, il Pentagono starebbe anche rinviando l’invio di ordigni già acquistati dagli europei per sostenere l’Ucraina, in attesa della firma di Pete Hegseth.
Accuse anche sui dati militari
La denuncia di Zelensky non riguarda soltanto i sistemi di difesa. Il presidente ucraino ha sostenuto che gli Stati Uniti avrebbero sospeso la condivisione di dati utili a rilevare i missili russi durante la loro traiettoria, prima che raggiungano gli obiettivi sul territorio ucraino.
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Nel colloquio è tornato anche il tema di Starlink, il servizio satellitare utilizzato dall’Ucraina per mantenere le comunicazioni sul campo. Zelensky ha parlato di un suo ridimensionamento, inserendolo nel quadro delle difficoltà incontrate da Kiev nel continuare a ricevere assistenza tecnologica e militare da Washington.
La lettura politica di Kiev
Secondo il presidente ucraino, la somma dei ritardi e delle autorizzazioni ancora mancanti non sarebbe casuale. «Tutto ciò lascia pensare che sia stata presa una decisione politica per rallentare il sostegno che ci viene fornito», ha dichiarato ai senatori americani.
La posizione espressa da Zelensky arriva mentre l’Ucraina cerca di ottenere nuovi strumenti per proteggere le città dagli attacchi aerei russi. Al centro del confronto con gli Stati Uniti restano quindi sia le forniture già finanziate dai Paesi europei sia il flusso di informazioni necessario a preparare la risposta alle incursioni.
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