Francia, il giorno dopo la guerriglia: città blindate e governo sotto accusa
Dopo devastazioni e saccheggi, diverse città francesi limitano la circolazione mentre aumentano le critiche sulla gestione della sicurezza e la protesta annuncia nuove mobilitazioni.
Il bilancio degli scontri di sabato ha spinto diverse amministrazioni francesi a imporre restrizioni notturne, mentre il governo deve rispondere alle accuse di non aver previsto la portata delle violenze. Sono stati registrati 2.513 fermi, 67 arresti e oltre 3.000 esercizi commerciali saccheggiati dopo una giornata che aveva portato in piazza tra 500mila e 800mila persone.
A Parigi le autorità valutano anche l’ipotesi dello stato d’emergenza. Intanto, per sostenere i commercianti danneggiati, sono stati annunciati strumenti come la cassa integrazione e un fondo di aiuto dedicato.
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Coprifuoco differenziato nelle città
Nella capitale il divieto di circolazione comincia questa sera alle 23 e termina alle 6 di domani. La misura riguarda place de la République, il quartiere di Les Halles e alcuni tratti di rue Rambuteau e boulevard Sébastopol, con un’unica eccezione per chi risiede nelle zone interessate. Dalle 20 è inoltre vietato riunirsi o manifestare negli stessi luoghi, senza distinzione tra minorenni e adulti.
La prefettura di Parigi ha motivato il provvedimento con l’esigenza di tutelare la popolazione e ripristinare l’ordine pubblico. Ariel Weil, sindaco di Paris Centre, ha sostenuto l’intervento dopo i saccheggi nei primi quattro arrondissement: «Neppure all’apice dei gilet gialli avevamo conosciuto distruzioni simili in un solo fine settimana», ha riferito all’emittente BFM. Già domenica aveva ipotizzato l’impiego dell’esercito a supporto delle forze dell’ordine.
Anche altre città hanno adottato misure analoghe. A Nizza il limite riguarda i minorenni, che non possono circolare dalle 21 alle 6 nel centro storico e nell’area fino alla Gare du Sud. A Lione il provvedimento, valido per tutti, copre dalle 21 alle 6 il centro storico, la zona del municipio a nord e place Carnot a sud.
Nel settentrione sono previste limitazioni dalle 20 alle 6 a Lille, Douai, Denain e Wattignies. A Lille il divieto interessa soltanto i minorenni. A Coulaines, nei pressi di Le Mans, il sindaco socialista Christophe Rouillon ha annunciato invece che i ragazzi sotto la maggiore età non potranno uscire da soli dopo le 23.
Le falle nella sicurezza alimentano la polemica
Le restrizioni sono arrivate dopo la manifestazione contro il caro vita promossa dai gilet gialli e dopo la protesta degli studenti delle scuole superiori per un accesso eguale all’istruzione. Alla mobilitazione si sono uniti gruppi organizzati di teppisti, con incendi, assalti ai negozi e violenze protratte per ore a Parigi e in altre città.
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Il premier Sébastien Lecornu ha assicurato che le decisioni concordate da prefetti e sindaci saranno circoscritte e temporanee, con l’obiettivo principale di difendere gli esercizi commerciali. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha invece ammesso che le autorità non avevano valutato correttamente l’ampiezza della protesta e che in alcune località il numero degli agenti era insufficiente. Le dimissioni di Nuñez sono state respinte dal presidente Macron.
Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha riconosciuto responsabilità ancora più nette: «Abbiamo incontestabilmente fallito», ha dichiarato, riferendosi alle gravi carenze dell’intelligence interna. Il Senato ha quindi annunciato una missione conoscitiva per ricostruire gli errori nella preparazione del dispositivo e stabilire eventuali responsabilità.
La protesta non si ferma
Le richieste legate al costo della vita e quelle degli studenti non hanno finora ottenuto risposte concrete. Il discorso televisivo di domenica sera di Macron, nel quale il presidente ha promesso fermezza contro i vandali senza indicare interventi immediati, non ha convinto i sindacati studenteschi.
Oggi alcune università sono rimaste chiuse e un gruppo di studenti ha bloccato simbolicamente l’ingresso del Louvre. Per giovedì 22 circola l’ipotesi di nuove iniziative, mentre i gilet gialli hanno annunciato per sabato 24 ottobre un “atto II” della mobilitazione. Sulle reti sociali vengono già organizzate azioni in diverse città.
La stretta divide anche il fronte politico e sindacale. Marine Tondelier, esponente ecologista, ha avvertito che il coprifuoco potrebbe avere «conseguenze pesanti», mentre la Cgt ha accusato il governo di perseguire una «strategia del caos». La Commissione europea ha infine richiamato la necessità di tutelare il «diritto a manifestare pacificamente».
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