Zelensky contro Washington: missili pagati e dati che non arrivano
Il presidente ucraino denuncia ritardi nelle forniture americane e l’assenza di informazioni sugli attacchi russi, mentre Witkoff prepara un nuovo tentativo diplomatico.
Volodymyr Zelensky porta lo scontro con Washington sul terreno della difesa aerea: secondo il presidente ucraino, gli Stati Uniti starebbero bloccando la consegna di intercettori acquistati dagli europei per Kiev e avrebbero smesso di fornire dati utili a individuare in anticipo i missili russi. La denuncia arriva mentre sul campo si contano quattro vittime e almeno 11 feriti dopo una nuova serie di attacchi.
La tensione si intreccia con un’iniziativa diplomatica americana. Steve Witkoff, emissario di Donald Trump, è atteso a Oslo per confrontarsi con Zelensky e con i rappresentanti europei su una proposta di pace da portare poi a Mosca.
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Washington nel mirino di Zelensky
Durante una conversazione telefonica con un gruppo bipartisan di senatori statunitensi, il leader ucraino ha sostenuto che il Pentagono stia rinviando l’invio di missili già saldati dagli Stati europei. A suo dire, il passaggio sarebbe fermo perché manca la firma del segretario alla Difesa Pete Hegseth. «Il Pentagono sta ritardando la consegna di missili già pagati» dagli europei per conto dell’Ucraina, ha affermato Zelensky.
Nello stesso colloquio, il presidente ha denunciato anche l’interruzione delle informazioni necessarie a rilevare i vettori russi prima dell’impatto. Zelensky ha inoltre richiamato il ridimensionamento di Starlink, il sistema utilizzato dall’Ucraina per mantenere le comunicazioni durante la guerra.
Quattro vittime sotto le bombe
Le autorità ucraine hanno riferito di tre morti nella regione di Kiev e di un altro decesso a Zaporizhzhia, nel sud-est del Paese. Il bilancio, ancora provvisorio, comprende anche almeno 11 persone ferite in diverse località.
La nuova ondata di raid è arrivata dopo l’annuncio di Zelensky sulla possibile ripresa degli attacchi contro le raffinerie russe. Kiev presenta questa scelta come una risposta ai bombardamenti che continuano a colpire città e comunità ucraine.
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Oslo prova a riaprire il negoziato
Witkoff dovrebbe incontrare a Oslo Zelensky, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, esponenti del gruppo E4, dell’Unione europea e della Nato. Il confronto servirà a definire una proposta comune che possa diventare la base per riavviare i negoziati con Mosca.
Terminata la missione in Norvegia, l’inviato americano punta a raggiungere la Russia per illustrare a Vladimir Putin le idee elaborate con Kiev e con i partner europei. Jared Kushner, coinvolto nella mediazione statunitense, parteciperà invece da remoto: ha rinunciato al viaggio dopo essersi ammalato d’influenza, così da evitare il rischio di contagiare gli altri partecipanti.
Il colloquio con Papa Leone XIV
Nel frattempo Zelensky ha reso noto di aver parlato con Papa Leone XIV, al quale ha augurato una pronta guarigione dopo l’intervento chirurgico. Il presidente ucraino ha raccontato di aver aggiornato il pontefice sull’aumento degli attacchi russi e sulla situazione umanitaria a Oleshky, territorio attualmente occupato dalle forze di Mosca.
Secondo il resoconto di Zelensky, il Papa gli avrebbe riferito di aver avuto contatti con la parte russa proprio sulla crisi di Oleshky. I due hanno discusso anche della sicurezza e della mancata ricezione, in tre occasioni recenti, di avvisi tempestivi da parte dei partner sugli attacchi russi con missili balistici. Zelensky ha ringraziato Leone XIV per il sostegno e per l’impegno a favore di una pace dignitosa.
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