Zelensky accusa Trump: «Così l’Ucraina perde un alleato decisivo
Il presidente ucraino contesta il riavvicinamento di Washington a Mosca e lancia l’allarme sulle conseguenze militari delle restrizioni a Starlink.
Per l’Ucraina, il sostegno americano appare sempre più incerto proprio mentre la Russia continua a colpire la rete energetica del Paese. Volodymyr Zelensky ha denunciato il cambiamento di posizione della Casa Bianca e ha collegato le difficoltà sul campo anche alle limitazioni imposte alle comunicazioni satellitari utilizzate dalle forze di Kyjiv.
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Starlink, l’allarme sulle operazioni
Le restrizioni introdotte da SpaceX sulla rete Starlink rischiano di complicare diverse attività militari ucraine, soprattutto quelle legate al contrasto dei droni russi più veloci. Zelensky ha definito la decisione un «grosso errore» e ha rivolto a Elon Musk un appello affinché il servizio venga ripristinato.
Il presidente ucraino ha avvertito che, senza quelle comunicazioni, «moriranno delle persone». La rete satellitare è infatti considerata importante per il coordinamento delle operazioni e per la gestione delle informazioni sul campo, in un momento in cui Kyjiv teme anche una riduzione della condivisione dei dati riservati da parte degli Stati Uniti.
Lo strappo con la Casa Bianca
In un’intervista al giornalista britannico Piers Morgan, Zelensky ha raccontato il proprio disagio per il riavvicinamento tra Washington e Mosca. Alla domanda sulla possibilità di sentirsi tradito da Donald Trump, il presidente ucraino ha risposto: «Davvero, sì».
Zelensky ha spiegato che considera dolorosa la scelta del presidente americano di schierarsi su posizioni diverse da quelle di Kyjiv. A suo giudizio, alcuni consiglieri di Trump lo starebbero orientando verso una direzione sbagliata: «Questa non è la parte giusta della storia».
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Tra gli elementi che alimentano le preoccupazioni ucraine c’è anche l’accordo annunciato da Trump per la fornitura di diesel russo. Zelensky ritiene inoltre che l’Ucraina stia perdendo un partner importante, pur sostenendo di non essere responsabile dell’indebolimento dei rapporti con Washington.
La tregua resta sul tavolo
Nonostante le tensioni, il presidente ucraino ha ribadito la disponibilità a un cessate il fuoco e la volontà di mantenere la collaborazione con gli Stati Uniti. Ha anche insistito sulla necessità che il suo Paese non mostri debolezza in questa fase del conflitto.
Secondo Kyjiv, negli ultimi tre giorni le forze ucraine non hanno colpito impianti energetici russi, dopo aver accolto la proposta americana di una tregua. Mosca, invece, avrebbe continuato gli attacchi contro centrali elettriche e altre strutture civili, provocando interruzioni dell’elettricità per centinaia di migliaia di persone.
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