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Zelensky accusa Mosca: 600mila al buio e sei vittime

Londra prepara nuove forniture per la difesa aerea mentre Kiev denuncia raid russi contro centrali, impianti e obiettivi civili dopo l’annuncio della tregua energetica.

Il Regno Unito si prepara ad accelerare l’invio di missili destinati alla difesa aerea ucraina, mentre i rapporti tra Londra e Washington attraversano una fase delicata. L’annuncio dovrebbe arrivare durante l’incontro tra Volodymyr Zelensky e il premier britannico Andy Burnham a Downing Street.

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Londra aumenta la pressione su Mosca

La nuova tranche riguarderà oltre 5 mila missili leggeri multiruolo, già promessi dal Regno Unito. Il valore complessivo della fornitura è stimato in 1,6 miliardi di sterline distribuiti nell’arco di quattro anni, ma la consegna dovrebbe essere resa più rapida alla luce degli ultimi bombardamenti.

Il governo laburista valuta inoltre un ulteriore pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il cancelliere dello Scacchiere John Healey intende anche sostenere, durante gli incontri del Fondo monetario internazionale a Bangkok, il divieto di acquistare gas naturale liquefatto russo. “Non si può permettere che l’aggressione russa abbia successo nel nostro continente”, ha affermato Burnham in una nota, confermando l’appoggio britannico a Kiev senza una scadenza prestabilita.


Zelensky cerca sostegno a Londra

Quella odierna è la seconda missione di Zelensky nel Regno Unito dall’insediamento di Burnham e la prima nella sede del governo britannico. Il precedente incontro si era svolto a fine luglio presso la base navale di Portsmouth.

La visita arriva dopo giorni complicati nei rapporti con gli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha definito teso il confronto con Washington, anche per la scelta di Donald Trump di sospendere le sanzioni sul gasolio russo nell’ambito di un’intesa con Mosca destinata a garantire rifornimenti al mercato americano.


Sei vittime nella nuova ondata

Nel frattempo, i bombardamenti russi hanno provocato almeno sei morti: tre nella capitale, due nella regione di Dnipropetrovsk e uno a Zaporizhia. Le esplosioni hanno colpito anche un edificio residenziale di nove piani nel quartiere Desnyanskyi di Kiev, dove si è sviluppato un vasto incendio.

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Il sindaco della capitale Vitalii Klitschko ha riferito dei danni provocati dall’impatto del missile. Le conseguenze sulla rete elettrica si sono estese a numerose zone del Paese: interruzioni sono state segnalate a Kiev, Kharkiv, Chernihiv, Sumy, Donetsk, Dnipropetrovsk, Khmelnytskyi e Zaporizhia.


Kiev accusa la Russia di sfida

Secondo Ukrenergo, una parte della capitale è rimasta senza energia. Zelensky ha quantificato in circa 600mila le persone private dell’elettricità e ha riferito che sono stati danneggiati 26 impianti del sistema energetico, oltre a quattro strutture legate al comparto petrolifero e del gas.

Il presidente ucraino ha sostenuto che Mosca abbia impiegato 39 missili balistici e più di 120 droni d’attacco e munizioni guidate contro obiettivi energetici e infrastrutture strategiche nell’area di Kiev e a Kharkiv. A suo giudizio, l’operazione rappresenta una deliberata risposta alla tregua energetica annunciata da Trump e dimostra che il Cremlino non attribuisce peso alle dichiarazioni del presidente statunitense.

Zelensky ha quindi chiesto a Washington sanzioni più dure contro la Russia e ulteriori sistemi Patriot per intercettare i missili. I raid, arrivati per la seconda notte consecutiva, alimentano inoltre i timori per la tenuta della rete nazionale in vista dei mesi invernali, che si annunciano particolarmente difficili per la popolazione.

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