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Attualità 3 min di lettura6 nov

Zanero avverte: l’intelligenza artificiale alzerà i cyberrischi

Il docente del Politecnico di Milano chiede un’azione comune tra Stato e imprese per proteggere servizi e cittadini.

Stefano Zanero ha avvertito che l’Europa rischia un aumento dei cyberattacchi e che l’intelligenza artificiale renderà le offensive più accessibili.

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Il panico come obiettivo

Secondo il docente del Politecnico di Milano, i sabotaggi contro celle frigorifere e i falsi allarmi bomba non puntano necessariamente a ottenere denaro. L’obiettivo può essere danneggiare servizi utilizzati ogni giorno e diffondere insicurezza tra la popolazione.

«Se lo scopo era fare scompiglio, hanno fatto centro», ha detto Zanero in un’intervista a Open, osservando che anche la percezione di una vulnerabilità generalizzata può diventare parte dell’operazione. Gli effetti, quindi, riguardano direttamente la vita quotidiana, anche quando non viene colpito il dispositivo del singolo cittadino.


I rischi per i dispositivi connessi

La minaccia potrebbe estendersi soprattutto ai fornitori da cui dipendono grandi quantità di apparecchi. Invece di attaccare uno smartphone alla volta, gli aggressori potrebbero compromettere un servizio comune e interrompere contemporaneamente il funzionamento di intere flotte di dispositivi.

Per ridurre l’esposizione, Zanero ha indicato due comportamenti: installare gli aggiornamenti disponibili e rinunciare alla connessione quando una funzione in rete non offre un’utilità concreta. La prudenza vale anche per gli oggetti domestici e professionali collegati a piattaforme esterne.


Sistemi industriali difficili da aggiornare

Nel mirino finiscono spesso i sistemi di controllo impiegati in fabbriche, ospedali, supermercati e altri servizi. Queste tecnologie possono rimanere operative per molti anni, vengono installate da tecnici specializzati negli impianti e non sempre sono progettate con criteri informatici aggiornati.

A differenza dei telefoni, non possono essere sottoposte con facilità a correzioni frequenti. Un’apparecchiatura sanitaria acquistata decenni fa può dipendere da un computer con Windows XP, ormai privo di supporto e difficile da mantenere. In questi ambienti la continuità del servizio viene prima della protezione digitale, mentre gli specialisti capaci di intervenire sono pochi e costosi, soprattutto nelle piccole e medie imprese italiane.


Due matrici per gli attacchi

Zanero ha distinto le offensive motivate dal profitto, come quelle condotte per estorcere un riscatto, dalle operazioni prive di un obiettivo economico diretto. Nel primo caso il crimine informatico ha sviluppato una filiera organizzata, con gruppi specializzati e ingenti risorse finanziarie.

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Le azioni riconducibili a soggetti statali o comunque non interessati al guadagno possono invece avere finalità e modalità diverse. I sabotaggi a basso costo contro servizi civili rientrano nella logica della guerra ibrida, usata per esercitare pressioni e creare instabilità.


Stato e imprese devono collaborare

Un’azienda può calibrare le proprie difese sul rischio di un’estorsione economica, ma non dispone dello stesso margine quando a colpirla è un attore statale interessato a interrompere un servizio pubblico. Per questo, secondo il professore, la protezione non può restare affidata soltanto ai bilanci privati.

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale dovrebbe sostenere le imprese coinvolte, anche attraverso accordi con organizzazioni come Confindustria. Il coordinamento serve in particolare per aiutare le piccole e medie aziende della filiera, spesso prive di risorse autonome sufficienti.


Prevenzione e ripristino rapido

Il docente ha espresso dubbi sulla preparazione delle difese europee: le vulnerabilità dei sistemi industriali non possono essere cancellate del tutto. Le dichiarazioni generiche sull’innalzamento dell’allerta, ha osservato, non sostituiscono le misure predisposte prima dell’attacco né una risposta capace di limitare rapidamente i danni.

La prevenzione, inoltre, non può garantire una sicurezza assoluta. Un episodio che ha coinvolto i refrigeratori delle banche del sangue ha mostrato però l’utilità del controllo continuo: la violazione è stata individuata subito e il monitoraggio, insieme ai sistemi di riserva e al ripristino, ha evitato conseguenze più gravi.


L’impatto dell’intelligenza artificiale

Oggi molte offensive possono essere realizzate senza strumenti di intelligenza artificiale. Zanero ha però spiegato che i nuovi modelli potrebbero consentire a persone con competenze limitate di svolgere attività prima riservate a gruppi molto più preparati.

La riduzione dei costi potrebbe favorire un aumento delle operazioni condotte da soggetti statali o collegati a essi. «Lo tsunami deve ancora arrivare», ha dichiarato il professore, indicando nell’intelligenza artificiale un fattore destinato ad ampliare la capacità offensiva e il numero dei potenziali aggressori.

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