Zampolli fuori dall’amministrazione Trump: il caso esplode dopo l’articolo
L’ex inviato speciale replica alla rimozione e ammette di non essere rimasto sorpreso dopo mesi di tensioni con Christopher Landau.
Paolo Zampolli non avrebbe accolto con stupore la decisione di Donald Trump di allontanarlo dall’amministrazione. L’ex inviato speciale, amico personale del presidente, ha collegato la sua uscita alla pubblicazione dell’inchiesta sulle tensioni maturate per mesi con Christopher Landau.
In una conversazione telefonica, Zampolli ha detto di non essere stato «assolutamente sorpreso» dalla rimozione, arrivata poche ore dopo la diffusione dell’articolo che ricostruiva il contrasto tra i due funzionari. La disputa si era sviluppata attraverso una serie di messaggi di posta elettronica.
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Zampolli guarda già oltre
Nel commentare ufficialmente la vicenda, Zampolli ha scelto toni riconoscenti verso l’amministrazione. «Servire il presidente Donald Trump e gli Stati Uniti è stato il più grande onore della mia vita. Sono profondamente grato al presidente Trump, al segretario Rubio e all’intero team», ha affermato.
L’ex rappresentante ha poi indicato la sua intenzione di dedicarsi a nuovi progetti: «Ora è tempo di voltare pagina: tornare al lavoro, costruire relazioni e concludere accordi». La dichiarazione è arrivata dopo le richieste di chiarimento sulla sua permanenza nell’incarico.
Un incarico cancellato dopo lo scontro
La rimozione riguarda il ruolo di inviato speciale degli Stati Uniti per le partnership globali. Un funzionario americano ha confermato che l’incarico è stato revocato e che Zampolli non fa più parte del personale pubblico; una conferma analoga è arrivata anche da un funzionario interpellato da Abc.
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Al centro del dissidio con Landau ci sarebbero state soprattutto le competenze e la catena di comando. Il vice segretario di Stato avrebbe cercato di ricondurre l’attività di Zampolli entro i confini del mandato assegnato, con particolare attenzione alla sua funzione di inviato culturale.
Il retroscena delle email
Il confronto tra i due esponenti dell’amministrazione si è protratto per diversi mesi e ha assunto la forma di uno scambio acceso via posta elettronica. La ricostruzione della vicenda aveva messo in evidenza divergenze sull’autorità esercitabile da Zampolli e sui rapporti gerarchici con il Dipartimento di Stato.
La decisione presidenziale è stata comunicata dopo la pubblicazione del resoconto sul conflitto. Zampolli, che aveva ricevuto da Trump l’incarico legato alle partnership globali, è stato così estromesso dall’amministrazione a seguito della disputa con Landau.
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