Zampolli fuori da Trump: «Da lui ormai scappano tutti
L’ex inviato speciale attribuisce la rimozione a uno scontro interno e guarda già al ritorno nel settore privato
Paolo Zampolli non sembra intenzionato a vivere la fine del suo incarico nell’amministrazione Trump come una sconfitta. Rimosso dal ruolo di inviato speciale per le partnership globali, il diplomatico sostiene che il distacco dalla squadra presidenziale stia diventando sempre più ampio in vista del voto.
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L’addio alla squadra di Trump
«La gente non sta lasciando l’amministrazione Trump, sta scappando», ha affermato Zampolli. La frase riassume la sua lettura del momento politico e indica nella paura delle conseguenze elettorali la ragione per cui, a suo giudizio, diversi esponenti starebbero prendendo le distanze dal presidente.
Zampolli non collega la propria uscita a una scelta personale. Secondo la sua ricostruzione, la rimozione sarebbe stata una ritorsione attribuibile a Christopher Landau, vice segretario di Stato. Il diplomatico ha quindi lasciato l’incarico appena ricoperto nell’ambito delle partnership globali.
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Il ritorno agli affari privati
La conclusione dell’esperienza istituzionale non sembra averlo spinto a cercare un nuovo ruolo nell’amministrazione. Zampolli ha spiegato di voler tornare alle attività nel settore privato, un ambiente nel quale aveva già operato prima dell’incarico diplomatico.
Tra gli interessi citati figura anche un’operazione affrontata in passato con Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. Il frammento disponibile non fornisce ulteriori elementi sulla natura dell’affare né sull’esito dei colloqui tra i due.
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