Yemen, la controffensiva cambia lo scenario: Mocha torna al governo
Le forze yemenite riprendono il porto sul Mar Rosso mentre gli Houthi rivendicano attacchi contro obiettivi sauditi e Riad riceve rinforzi da Ankara e Islamabad.
Il porto di Mocha, sul Mar Rosso, è nuovamente nelle mani delle forze governative yemenite. L’area era stata conquistata dai ribelli nel mese scorso, ma l’esercito riconosciuto dalla comunità internazionale ha annunciato di averne ripreso il controllo con il sostegno della coalizione guidata da Riad.
La riconquista arriva in una fase di forte tensione regionale, segnata dall’allargamento delle operazioni degli Houthi oltre i confini dello Yemen e dal coinvolgimento diretto di altri Paesi a fianco dell’Arabia Saudita.
Mocha torna sotto controllo governativo
Le truppe fedeli al governo yemenita hanno comunicato di avere recuperato la posizione strategica affacciata sul Mar Rosso. Il porto era passato sotto il controllo degli Houthi durante il mese precedente, rendendo Mocha uno dei punti centrali dello scontro interno.
Il risultato militare si colloca nello stesso momento in cui i ribelli filoiraniani hanno aumentato la portata delle loro azioni contro il territorio saudita. I due sviluppi riguardano fronti distinti, ma contribuiscono a rendere più instabile l’intero quadrante della penisola arabica.
Ankara e Islamabad al fianco di Riad
Turchia e Pakistan hanno annunciato l’invio di reparti militari in Arabia Saudita. La decisione è stata resa pubblica con un comunicato congiunto e si fonda sull’accordo di difesa reciproca che lega i due Paesi alla monarchia saudita.
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Il dispiegamento è stato presentato come un sostegno alla sicurezza nazionale del Regno dopo l’operazione rivendicata dagli Houthi. Il gruppo yemenita ha infatti dichiarato di avere impiegato droni, missili balistici e missili da crociera in un’azione articolata contro diversi obiettivi.
Nel mirino Riad e Aramco
Secondo Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, tra i bersagli figurano l’aeroporto internazionale della capitale saudita e l’impianto di raffinazione di Aramco a Rabigh. La stessa offensiva avrebbe coinvolto anche altri aeroporti e installazioni militari situati nella parte meridionale dell’Arabia Saudita.
La rivendicazione descrive un attacco condotto con uno schieramento combinato di ordigni senza pilota e missili di diverso tipo. L’operazione rappresenta una nuova escalation nello scontro tra i ribelli yemeniti e il blocco sostenuto da Riad, mentre il recupero di Mocha restituisce alle forze governative una posizione strategica sulla costa.
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