Villegas contro Trump: la tassa ai miliardari al centro dello scontro
Il candidato democratico al Congresso, figlio di emigrati messicani, accusa il presidente di aver aggravato la povertà con tagli fiscali, deportazioni e guerra
Per Randy Villegas, la vera radicalità non sta nel chiedere un contributo maggiore ai miliardari, ma nelle politiche che avrebbero sottratto tutele alle fasce più fragili. Il candidato democratico al Congresso rilancia così la proposta di tassare i grandi patrimoni e attacca Donald Trump.
Villegas rovescia l’accusa di estremismo
Da Bakersfield, in California, Villegas contesta l’idea che il socialismo rappresenti necessariamente una posizione estrema. A suo giudizio, una misura ben più radicale è stata la riduzione delle imposte per i ricchi promossa dall’amministrazione Trump.
«Il socialismo è estremista? Ve lo dico io cos’è estremista: approvare una legge per tagliare le tasse ai ricchi come quella voluta dal presidente Trump, che ha lasciato 70.000 abitanti del mio distretto senza assistenza sanitaria, e migliaia di studenti poveri senza i pasti nelle scuole», ha affermato.
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La sfida parte dalla California
Villegas è un giovane esponente democratico e proviene da una famiglia di emigrati messicani. La sua posizione si inserisce in una critica più ampia alle scelte attribuite a Trump, dalle agevolazioni fiscali per i più abbienti alle deportazioni, fino alla guerra.
Secondo il candidato, queste politiche hanno contribuito a rendere più difficile la vita degli americani meno ricchi. Per questo indica nella tassazione dei miliardari lo strumento necessario per recuperare risorse e sostenere chi è in condizioni di maggiore difficoltà.
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