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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

7 ottobre, il dolore accusa Netanyahu: «È colpa tua

A Gerusalemme la commemorazione delle vittime si è trasformata in una contestazione da parte dei familiari, mentre il premier non ha pronunciato scuse

Per Ruby Chen il tempo non ha attenuato la ferita del 7 ottobre 2023. «È come se da quel giorno mi mancasse una parte di corpo: un braccio o una gamba. Ma è un figlio», ha raccontato ricordando Itay, ucciso mentre si trovava nel carro armato in cui prestava servizio militare.


Una cerimonia segnata dalla rabbia

La commemorazione ufficiale si è svolta ieri a Gerusalemme in un’atmosfera carica di dolore. Bandiere a mezz’asta, militari schierati e barriere per il controllo dell’area hanno fatto da cornice alla cerimonia dedicata alle vittime dell’attacco del 7 ottobre.

Accanto al rito pubblico è emersa però la protesta dei parenti, che hanno contestato Benjamin Netanyahu accusandolo di avere responsabilità per la morte dei loro cari. Il premier, secondo quanto riportato, non ha rivolto loro alcuna parola di scuse.

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Il ricordo di Itay resta aperto

Tra le testimonianze c’è quella di Ruby Chen, padre di Itay. Il giovane militare perse la vita all’interno del mezzo corazzato nel quale prestava servizio quel giorno, segnando in modo irreversibile la vita della sua famiglia.

Il ricordo personale si è così intrecciato alla contestazione politica. Per i familiari delle vittime, la cerimonia non ha rappresentato soltanto un momento istituzionale, ma anche l’occasione per esprimere pubblicamente il dolore e la rabbia ancora legati a quanto accaduto il 7 ottobre 2023.

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