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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Volontariato d’impresa, la sfida è farlo durare oltre una giornata

Una ricerca di Fondazione Sodalitas e Università di Macerata mostra come l’impegno sociale stia diventando parte delle strategie aziendali, con 18 imprese su 21 già dotate di una politica interna.

Il volontariato d’impresa non si limita più alla singola giornata dedicata a un’attività sociale. La vera sfida per le aziende italiane è trasformare quell’esperienza in apprendimento, collaborazione e senso di appartenenza, facendo in modo che il rapporto con le comunità prosegua anche dopo la conclusione delle iniziative.


Il vero nodo arriva dopo l’esperienza

È questa una delle principali evidenze dello studio “Volontariato d’impresa in Italia. Dalle evidenze alla pratica”, realizzato da Fondazione Sodalitas con l’Università di Macerata. La ricerca qualitativa si basa su 31 interviste rivolte a dirigenti, lavoratori e rappresentanti degli enti del Terzo Settore, oltre che su 21 esperienze aziendali raccolte nel primo trimestre del 2026.

Secondo l’indagine, molte imprese hanno ormai sviluppato strumenti efficaci per organizzare le attività, individuare gli enti partner, gestire gli aspetti pratici e valutare i risultati. Rimane invece meno strutturato il momento successivo, quando le persone dovrebbero confrontarsi su quanto vissuto. Un percorso di rielaborazione può trasformare il volontariato da iniziativa individuale in patrimonio condiviso dell’organizzazione.


Dalle iniziative isolate alla strategia

Il fenomeno appare in rapida trasformazione. Le esperienze più mature sono inserite nella cultura aziendale, prevedono responsabilità precise e dispongono di strumenti di coordinamento; tra le 21 imprese analizzate, 18 hanno dichiarato di aver adottato una politica interna dedicata.

Le formule sono diverse: si va dalle attività svolte in gruppo all’impegno individuale, dal sostegno operativo alla messa a disposizione di competenze professionali. I progetti riguardano, tra gli altri ambiti, la tutela ambientale, l’inclusione digitale e il supporto alle persone in condizioni di fragilità.


Un effetto anche sui rapporti interni

Il beneficio non riguarda soltanto le comunità che ricevono aiuto. Le attività sociali possono ridurre temporaneamente le distanze gerarchiche, creare occasioni di collaborazione tra reparti differenti e consolidare il legame tra i dipendenti e l’azienda.

Per alcuni lavoratori, inoltre, il volontariato rappresenta la ripresa di un impegno civico già sperimentato in passato e poi accantonato durante la vita professionale. L’impresa non crea necessariamente questa sensibilità, ma può offrire tempo, organizzazione e condizioni concrete perché torni a esprimersi.

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Le tre mosse indicate alle imprese

Lo studio individua tre priorità per rendere i programmi più solidi: affidare parte del coordinamento a gruppi di referenti e comunità interne, scegliere i partner partendo dalle esigenze effettive dei territori e rafforzare il confronto dopo le attività.

Non esiste, però, un modello valido per tutte le organizzazioni. Le 21 esperienze raccolte mostrano che risultati duraturi nascono dall’unione tra una direzione strategica chiara, l’ascolto delle comunità, la partecipazione dei dipendenti e una collaborazione continuativa con gli enti non profit.

“Il volontariato d’impresa forse porta alle organizzazioni qualcosa che hanno dimenticato nel tempo, restituisce loro la visibilità di qualcosa che non pensavano di avere nella propria disponibilità”, ha commentato Alberto Zanutto, professore associato di Organizzazione aziendale dell’Università di Macerata e curatore della ricerca. A suo giudizio, le imprese che costruiscono le condizioni per far emergere il capitale civico dei dipendenti possono considerare questa attività uno degli investimenti più efficaci sulle proprie persone.


Il confronto presentato a Milano

I risultati sono stati illustrati a Milano durante un appuntamento del Salone della CSR. All’incontro hanno partecipato, oltre a Zanutto e Patrizia Giorgio di Fondazione Sodalitas, Veronica Vismara di Acque Bresciane, Marianna Cawthorne di Bracco S.p.A. e Angela Melodia di Fondazione Snam Ets.

Giorgio ha sottolineato che il volontariato aziendale può collegare persone, impresa e comunità quando viene sostenuto da scelte organizzative definite e da rapporti affidabili con il Terzo Settore. Fondazione Sodalitas intende mettere a disposizione di aziende, enti e professionisti le evidenze raccolte, così da favorire programmi capaci di produrre effetti sociali duraturi.

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