Volontariato aziendale, la svolta: 18 imprese su 21 hanno già una linea guida
Una ricerca di Fondazione Sodalitas e Università di Macerata fotografa la crescita di programmi più strutturati, capaci di sostenere comunità, relazioni interne e cultura organizzativa.
Il volontariato promosso dalle aziende sta passando da iniziativa occasionale a componente stabile delle strategie organizzative. È il principale risultato della ricerca “Volontariato d’impresa in Italia. Dalle evidenze alla pratica”, realizzata da Fondazione Sodalitas con l’Università di Macerata e presentata a Milano durante il Salone della CSR.
Lo studio combina 31 interviste a dirigenti, lavoratori e rappresentanti del Terzo Settore con 21 esperienze aziendali raccolte nel primo trimestre del 2026. Tra le imprese coinvolte, 18 hanno già definito il proprio impegno attraverso una linea guida interna, mentre le attività comprendono iniziative di gruppo, percorsi individuali, supporto operativo e messa a disposizione di competenze professionali.
Le imprese cercano un impatto più ampio
Secondo la ricerca, i programmi più efficaci funzionano quando sono collegati all’identità dell’azienda e sostenuti da compiti chiari, strumenti di coordinamento e responsabilità definite. Non esiste tuttavia uno schema unico: le esperienze analizzate spaziano dalla protezione ambientale all’aiuto alle persone fragili, dall’inclusione digitale alla collaborazione professionale con gli enti non profit.
Il beneficio non riguarda soltanto le comunità che ricevono il supporto. Le attività condivise fuori dai consueti ambienti di lavoro possono ridurre la distanza tra i livelli gerarchici, avvicinare colleghi appartenenti a funzioni differenti e accrescere il senso di appartenenza. Per le organizzazioni, diventano anche occasioni di inserimento dei nuovi dipendenti e di costruzione di una cultura comune.
Alberto Zanutto, professore associato di Organizzazione aziendale all’Università di Macerata e curatore dello studio, osserva che queste esperienze possono riaccendere una sensibilità già presente nelle persone: “Il volontariato d’impresa forse porta alle organizzazioni qualcosa che hanno dimenticato nel tempo, restituisce loro la visibilità di qualcosa che non pensavano di avere nella propria disponibilità”.
Il nodo resta il dopo esperienza
Dalle interviste emerge che molti programmi sono ormai ben organizzati nella scelta dei partner, nella gestione pratica delle giornate e nella valutazione delle attività. Meno sviluppato appare invece il momento successivo, quando i partecipanti dovrebbero discutere ciò che hanno vissuto e trasformarlo in un patrimonio condiviso.
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Un confronto guidato al termine dell’iniziativa può aiutare a collegare l’esperienza individuale alla vita dell’impresa. Per questo la ricerca indica tre priorità: creare reti interne di ambasciatori e gruppi di partecipazione, individuare gli enti in base alle necessità effettive dei territori e dedicare maggiore attenzione alla fase di rielaborazione.
Patrizia Giorgio, responsabile senior dei programmi di Fondazione Sodalitas, sottolinea che il volontariato aziendale “può rafforzare il legame tra persone, impresa e comunità”. A suo giudizio, una scelta organizzativa esplicita e rapporti continuativi con il Terzo Settore sono condizioni decisive per trasformare le iniziative in una componente concreta della cultura aziendale.
Ventuno esperienze, modelli diversi
Le 21 esperienze raccolte mostrano percorsi differenti, accomunati dall’ascolto dei territori, dal coinvolgimento dei dipendenti e dalla collaborazione costante con le organizzazioni sociali. Il lavoro non propone quindi un modello valido per tutti, ma mette a confronto soluzioni adattabili a dimensioni, obiettivi e contesti diversi.
All’incontro milanese hanno partecipato, tra gli altri, Veronica Vismara di Acque Bresciane, Marianna Cawthorne di Bracco S.p.A. e Angela Melodia di Fondazione Snam Ets. Fondazione Sodalitas intende rendere disponibili i risultati a imprese, enti del Terzo Settore e professionisti, con l’obiettivo di favorire programmi capaci di produrre effetti duraturi nelle comunità.
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