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Attualità 3 min di lettura45 min fa

Volo Flydubai, la picchiata e la lotta in cabina: cosa è successo

Un’aggressione durante il tragitto Dubai-Tel Aviv ha costretto l’aereo a un atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita, mentre restano dubbi su movente e dinamica.

La ricostruzione dell’incidente non è ancora condivisa da tutte le autorità, ma secondo la versione israeliana il volo FZ1073 di flydubai ha rischiato di trasformarsi in una tragedia durante il viaggio verso Tel Aviv. Il copilota avrebbe aggredito il comandante e tentato di danneggiare i comandi, prima di essere bloccato da alcuni passeggeri. A bordo c’erano 174 persone, in larga parte israeliani.


Una discesa verticale prima dell’atterraggio

L’aereo ha perso circa 5.000 metri di quota in un solo minuto, secondo i dati riportati da Flightradar24. La situazione si è aggravata quando il comandante, Smit Machchhar, cittadino indiano, sarebbe stato ferito e costretto a lasciare temporaneamente il controllo del velivolo.

Dopo l’intervento dei passeggeri, una seconda coppia di piloti di flydubai che si trovava a bordo avrebbe assunto la gestione dell’aereo. Il velivolo è quindi atterrato senza ulteriori conseguenze gravi a Tabuk, in Arabia Saudita. Entrambi i piloti sono stati portati in ospedale; un passeggero di 51 anni ha riportato ferite lievi alla parte superiore del corpo.


I passeggeri entrano nella cabina

Secondo il portavoce dell’ufficio del primo ministro israeliano, il comandante, sanguinante, è riuscito ad azionare l’apertura della porta della cabina. Le persone accorse all’interno avrebbero trovato il copilota mentre colpiva il pannello di controllo dell’aereo.

Asaf Rajuan, uno dei passeggeri coinvolti nella colluttazione, ha raccontato: «È una cosa che fai senza riflettere: corri semplicemente per salvare la vita di tua figlia, la vita della tua famiglia». Anche Lital Shachaf, dopo l’arrivo, ha definito l’episodio terribile e ha detto di considerare un miracolo la sopravvivenza dei passeggeri.

Un altro viaggiatore, Yaniv Hayun, è stato accolto all’aeroporto Ben Gurion da Benjamin Netanyahu. In un video diffuso dall’ufficio del premier, Netanyahu lo ha abbracciato e gli ha detto: «Ti guardo e vedo un leone, un grande eroe». Hayun indossava ancora la camicia macchiata di sangue.

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Movente e identità restano incerti

Le autorità israeliane hanno parlato di un grave incidente di sicurezza e stanno cercando di chiarire perché il copilota abbia agito in quel modo. Netanyahu ha sostenuto che l’uomo nutrisse odio verso gli israeliani, ma ha precisato che è troppo presto per stabilire un eventuale coinvolgimento dell’Iran.

Le informazioni sulla nazionalità del copilota non sono uniformi: un funzionario israeliano lo ha indicato come cittadino dell’Oman, mentre i mezzi di informazione israeliani hanno diffuso ricostruzioni differenti anche sull’identità dei due piloti. Flydubai ha invitato a evitare conclusioni affrettate, spiegando che le cause dell’alterco non sono ancora note.


Il volo sostitutivo e i controlli

Dopo l’atterraggio a Tabuk, i passeggeri hanno raggiunto Tel Aviv circa dieci ore più tardi a bordo di un altro aereo. La rotta Dubai-Tel Aviv viene operata quotidianamente e attraversa di norma gli spazi aerei di Arabia Saudita e Giordania.

Il caso ha spinto Israele ad annunciare verifiche più rigorose sui piloti diretti nel Paese. Doron Spielman, portavoce di Netanyahu, ha dichiarato che le autorità intendono conoscere l’identità di ogni pilota in arrivo e sottoporlo ai controlli di sicurezza previsti.

Israele e Emirati Arabi Uniti hanno rafforzato i rapporti diplomatici dal 2020, sviluppando cooperazione anche nei settori della sicurezza, della difesa e dell’economia. Il governo emiratino non ha ancora fornito una propria ricostruzione dell’accaduto; l’autorità per l’aviazione civile degli Emirati ha parlato di un incidente di sicurezza riportato sotto controllo.

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