Vertice Ue, il nodo energia domina due giorni senza svolte
A Bruxelles i leader europei discuteranno di competitività, caro energia, Ucraina, migrazioni e rapporti con la Cina, ma senza attendersi decisioni immediate.
Il tema più delicato del vertice europeo sarà il costo dell’energia, una questione che pesa sulla competitività dell’industria e sta diventando politicamente sensibile in numerosi Paesi membri. I capi di Stato e di governo si riuniranno a Bruxelles per due giornate, ma l’obiettivo non sarà chiudere dossier complessi: il confronto dovrebbe servire soprattutto a preparare future intese.
L’agenda comprende anche Ucraina, sicurezza, Medio Oriente, migrazioni, rapporti con la Cina e riforma dell’Unione in vista di possibili nuovi ingressi. Secondo fonti diplomatiche, non sono attese decisioni definitive sui principali punti in discussione.
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Il caro energia cerca una risposta
La prima giornata sarà dedicata inizialmente alla competitività, con un aggiornamento sull’attuazione del progetto per rafforzare il mercato unico europeo. I leader prenderanno atto dell’intesa raggiunta dagli Stati membri su un pacchetto dedicato all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.
Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dalla supervisione unica dell’Esma due importanti piazze finanziarie: Francoforte e Madrid. A Bruxelles si sottolineano comunque i progressi compiuti, mentre la commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha giudicato poco ambizioso il risultato ottenuto dal Consiglio.
Il confronto più sensibile riguarderà però l’energia. La discussione dovrebbe concentrarsi su interventi immediati, tra cui il possibile rinvio di alcune norme sul metano e la revisione delle regole temporanee sugli aiuti di Stato, proposte dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Diversi governi chiedono alla Commissione di avanzare ulteriori soluzioni, soprattutto per sostenere le imprese europee. Le proposte dovranno però ottenere l’unanimità dei Ventisette. Sullo sfondo resta il funzionamento del mercato elettrico, ancora legato al criterio del prezzo marginale, che spesso aggancia il costo dell’elettricità a quello del gas.
Meloni punta sulla flessibilità
Il dibattito potrebbe allargarsi alla possibilità di usare con maggiore elasticità i bilanci nazionali. Italia e Grecia hanno già scritto alla Commissione per chiedere margini aggiuntivi e Giorgia Meloni ha fatto sapere che intende sollevare la questione, anche se non compare formalmente nell’ordine del giorno.
Una fonte diplomatica ha riconosciuto gli sforzi compiuti dall’Italia per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, sottolineando quanto sia difficile farlo in una fase di crescita debole. Allo stesso tempo, diversi governi frenano sull’ipotesi di modificare nuovamente il patto di stabilità, entrato in vigore da poco e osservato con attenzione anche alla luce delle tensioni sui mercati obbligazionari.
La richiesta italiana riguarda comunque l’utilizzo dei margini già previsti dalle regole attuali. La Commissione ha ricordato che l’inflazione elevata può essere considerata nella valutazione dei conti pubblici. Il confronto, dunque, si concentrerà più sull’applicazione flessibile del quadro esistente che su una sua riscrittura.
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Ucraina e migrazioni nella seconda giornata
Il Consiglio europeo inizierà oggi alle 10, dopo l’arrivo dei leader previsto dalle 8.30. Al termine del primo confronto sulla competitività, i capi di governo parleranno dei prezzi dell’energia; durante il pranzo esamineranno gli squilibri economici globali, con particolare attenzione ai rapporti con la Cina dopo la missione a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic.
Nel pomeriggio è previsto un passaggio sul quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034. La cena sarà invece dedicata all’allargamento e alle riforme interne necessarie per accogliere nuovi Stati membri. Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-presiederà inoltre una riunione degli Amici della Coesione.
Domani il programma ripartirà dall’Ucraina. Volodymyr Zelensky illustrerà ai leader gli ultimi sviluppi del conflitto, seguito da un confronto tra i Ventisette. Successivamente si parlerà di difesa e sicurezza, anche in relazione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti con diverso grado di certezza alla Russia.
Nel resto della giornata troveranno spazio il Medio Oriente e le migrazioni. Meloni, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, organizzerà un incontro informale sulle cosiddette soluzioni innovative in materia migratoria, compresa l’ipotesi di centri per i rimpatri situati in Paesi terzi, sul modello dei centri realizzati dall’Italia in Albania.
Il confronto con Pechino resta aperto
La Francia non parteciperà all’incontro sui rimpatri in Paesi terzi. Parigi ritiene di non poter adottare quel modello per ragioni costituzionali e teme che, senza strutture analoghe, il proprio territorio possa risultare più attrattivo per i migranti rispetto ad altri Stati dell’Unione.
Sul rapporto con la Cina, i leader dovrebbero sostenere un rafforzamento del dialogo, già alimentato dalle missioni europee a Pechino. Parallelamente, il Consiglio valuterà se potenziare gli strumenti disponibili per difendere gli interessi economici dell’Unione, seguendo una linea sostenuta anche da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron.
L’idea è verificare quanto è stato fatto finora e considerare la creazione di nuovi strumenti. Il confronto resterà quindi aperto su entrambe le direttrici: da una parte il dialogo con Pechino, dall’altra una maggiore capacità europea di intervenire quando gli squilibri economici mettono sotto pressione il mercato interno.
A chiudere il vertice saranno le conferenze stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen. Il presidente del Consiglio europeo e la presidente della Commissione faranno il punto dopo due giorni di discussioni che, secondo le previsioni diplomatiche, dovrebbero indicare una direzione politica più che produrre accordi immediati.
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