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Venezuela, otto morti nel raid contro la guerriglia colombiana

I cadaveri sono stati portati a San Fernando: tra le vittime figurerebbero venezuelani, colombiani e messicani

Otto cadaveri sono stati trasferiti nelle ultime ore all’obitorio del cimitero municipale di San Fernando, nello Stato venezuelano di Apure. Il ritrovamento è stato collegato a un bombardamento condotto dalle forze armate venezuelane contro un presunto campo della guerriglia colombiana.

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Le vittime portate a San Fernando

A riferire il numero dei morti è stata Fundaredes, organizzazione non governativa venezuelana che ha raccolto testimonianze nella zona. Secondo le informazioni diffuse, il gruppo colpito sarebbe stato composto da combattenti dell’Esercito di liberazione nazionale, in movimento dopo le operazioni condotte dall’esercito colombiano oltre il confine.

La composizione delle vittime resta legata alle testimonianze raccolte dall’organizzazione. Tra gli otto deceduti ci sarebbero due venezuelani, due colombiani e quattro messicani. I corpi sono stati condotti all’obitorio di San Fernando nelle ore successive all’azione militare.


Il dispiegamento delle forze venezuelane

L’episodio si colloca accanto all’invio di unità dell’esercito e della polizia nella provincia di Apure, annunciato nei giorni scorsi dal ministro dell’Interno venezuelano Diosdado Cabello. Il dispiegamento era stato presentato come una misura preventiva lungo la frontiera con la Colombia.

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Cabello ha spiegato che Caracas intende impedire il coinvolgimento della popolazione in una guerra esterna. «Non vogliamo conflitti interni in Venezuela, tanto meno conflitti che non ci appartengono», ha detto il ministro, richiamando la posizione espressa dalla presidente.


Le parole di Cabello

Secondo il ministro, lo Stato deve «adottare misure precauzionali» per evitare che gli abitanti del Venezuela vengano trascinati in un conflitto estraneo al Paese. Cabello ha aggiunto che non si tratta di una situazione iniziata soltanto di recente.

Le operazioni dell’esercito colombiano dall’altro lato della frontiera avrebbero spinto la cellula dell’Esercito di liberazione nazionale verso il territorio venezuelano, dove sarebbe stata individuata e colpita dalle forze armate del Venezuela.

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