Venezuela, la sfida di Machado: il piano in 14 punti per il dopo-chavismo
La coalizione antichavista rilancia la leader e mette il voto presidenziale al centro di una transizione pacifica, con garanzie per detenuti ed esuli.
Il futuro politico del Venezuela passa, secondo la principale alleanza antichavista, da una consultazione presidenziale. La Piattaforma unitaria democratica ha confermato il sostegno a María Corina Machado e ha presentato a Caracas un documento articolato in 14 punti per accompagnare il Paese verso un cambio di sistema.
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Il voto resta la priorità dell’opposizione
A illustrare l’intesa è stato Biagio Pilieri, dirigente italo-venezuelano, giornalista ed ex prigioniero politico. Machado ha seguito l’evento a distanza, mentre la coalizione indicava le presidenziali come il passaggio iniziale di una roadmap destinata a condurre a una trasformazione istituzionale senza violenze.
Il progetto prevede una consultazione trasparente, aperta alla competizione e sottoposta a controlli verificabili. L’alleanza chiede anche di rimuovere gli ostacoli politici alla candidatura e di cancellare le interdizioni disposte per motivi politici, così da rendere effettiva la partecipazione al voto.
Detenuti ed esuli al centro del piano
Tra gli altri impegni indicati figurano la scarcerazione di tutte le persone detenute per ragioni politiche e la possibilità, in condizioni di sicurezza, per gli esuli di tornare nel Paese. Il documento sollecita inoltre la cessazione delle azioni persecutorie contro gli avversari del potere.
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Machado, che si trova fuori dal Venezuela dal 2025, ha definito la possibile conclusione del chavismo — al governo da 27 anni — come un evento paragonabile alla caduta del Muro di Berlino. In un colloquio con Fox News ha spiegato che il suo ritorno sarebbe legato alla terza tappa del percorso in tre fasi sostenuto dal presidente statunitense Donald Trump e dal segretario di Stato Marco Rubio.
Machado resta fuori dai colloqui
La leader ha lasciato il Venezuela per ricevere il Nobel per la pace e non è stata coinvolta nell’attuale tornata di trattative tra l’esecutivo e una componente dell’opposizione. Quest’ultima, tuttavia, ha fatto sapere di non voler bloccare il dialogo in corso.
L’accordo della Piattaforma unitaria democratica colloca quindi il negoziato dentro un quadro più ampio: prima il ripristino delle garanzie politiche, poi una competizione presidenziale considerata necessaria per avviare la transizione.
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