530notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Stipendi dei magistrati, Meloni sfida il Consiglio di Stato: cosa succede ora

La premier esclude la firma sul decreto che dovrebbe riconoscere circa 970 milioni tra arretrati e adeguamenti, lasciando aperto lo scontro istituzionale.

Il governo non dovrebbe inserire nella prossima legge di bilancio le risorse necessarie a coprire i circa 970 milioni di euro riconducibili agli arretrati e agli aumenti delle retribuzioni dei magistrati. La decisione annunciata da Giorgia Meloni apre un confronto con il Consiglio di Stato, che nel 2025 ha emesso due sentenze sul calcolo degli stipendi.

La presidente del Consiglio ha chiarito di non voler sottoscrivere il Dpcm necessario a dare seguito alle pronunce. In caso di mancata esecuzione, i giudici amministrativi potrebbero valutare la nomina di un commissario ad acta.

Offerta del giorno18 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 74 giorni
*********


Meloni non arretra sulla firma

La premier ha ribadito la propria posizione anche dopo il ritorno della vicenda nel dibattito pubblico. «Non firmerò. Se il Consiglio di Stato lo riterrà opportuno, nomini pure il commissario», ha dichiarato, sostenendo che ogni soggetto coinvolto dovrà assumersi le proprie responsabilità.

Meloni ha inoltre confrontato la cifra complessiva con le risorse che l’esecutivo sta cercando per affrontare le difficoltà dell’autotrasporto: i 970 milioni, ha osservato, valgono circa dieci volte lo stanziamento considerato per evitare il blocco delle consegne in Italia. La presidente del Consiglio ha comunque lasciato aperto il dialogo con le associazioni di categoria, dichiarandosi disponibile ad ascoltarne le proposte.


Le sentenze e il nodo degli arretrati

Al centro della disputa c’è il metodo utilizzato negli anni per aggiornare gli stipendi della magistratura. Secondo le due decisioni del Consiglio di Stato pronunciate nel 2025, i criteri retributivi sarebbero stati applicati in modo non corretto, con la conseguenza di dover rivedere le somme riconosciute in passato.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La stima complessiva riguarda magistrati ordinari, amministrativi e contabili e comprende sia le differenze arretrate sia l’adeguamento delle retribuzioni future. Le cifre circolate indicano, in media, circa 70mila euro di arretrati per ciascun magistrato e un incremento di circa 20mila euro previsto per il 2027, destinato a ripetersi negli anni successivi.


Le cifre restano contestate

L’Associazione nazionale magistrati ha però respinto questa ricostruzione degli importi. Per l’organizzazione, le stime diffuse non avrebbero una base attendibile e le somme effettivamente spettanti sarebbero molto più contenute rispetto al totale ipotizzato.

Il contenzioso resta quindi aperto su due piani: da un lato l’applicazione delle sentenze e la quantificazione precisa degli arretrati; dall’altro la scelta politica del governo, che al momento esclude la firma del decreto e rischia di lasciare al Consiglio di Stato la valutazione sui prossimi passaggi.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere