Parigi nel caos, negozi assaltati: la sfida politica dopo le rivolte
La capitale francese registra nuovi scontri e saccheggi mentre il governo convoca gli imprenditori e i partiti si accusano a vicenda.
Le conseguenze della mobilitazione nazionale contro il carovita non si sono esaurite con la manifestazione di sabato. A Parigi sono tornati gli scontri tra alcune centinaia di persone e la polizia, mentre nuovi saccheggi hanno colpito attività commerciali della capitale. Il ministro del Commercio Serge Papin vedrà domani mattina le associazioni degli imprenditori per affrontare i danni e le difficoltà provocate dalle violenze.
La tensione politica è cresciuta insieme ai disordini. Marine Le Pen ha accusato Jean-Luc Mélenchon di aver contribuito, con la sua presenza al corteo parigino, a legittimare una protesta degenerata; intanto le autorità cercano di ristabilire l’ordine e di proteggere negozi, lavoratori e strutture pubbliche.
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Negozi devastati e città sotto pressione
A Place de la République sono state impiegate le unità anti-sommossa. Dopo la manifestazione, l’area appariva segnata da pavimentazione divelta, vetrate infrante e frammenti di vetro; episodi simili sono stati segnalati anche in altre zone frequentate da residenti e turisti.
Gli attacchi non hanno riguardato soltanto Parigi. In diverse città, persone con il volto coperto avrebbero appiccato incendi e preso di mira edifici pubblici, compresi alcuni municipi. A Limoges il rogo ha danneggiato gravemente il municipio ottocentesco: il tetto è crollato e la struttura è stata quasi interamente distrutta.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha distinto tra protesta e violenza, sostenendo che manifestare sia una libertà essenziale, mentre provocare disordini in modo organizzato non può essere considerato tale. In un messaggio pubblicato su X ha inoltre richiamato i saccheggi compiuti ai danni di centinaia di esercizi a Parigi, Marsiglia, Lione e Bordeaux.
Secondo la polizia, nel centro della capitale si sarebbero formati cortei privi di autorizzazione, composti in alcuni casi da gruppi di centinaia di persone. Gli agenti hanno riferito che, nel tardo pomeriggio, altri partecipanti sarebbero arrivati con l’obiettivo di approfittare del caos per rubare e danneggiare i negozi.
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La protesta diventa scontro elettorale
Le violenze sono entrate rapidamente nel confronto politico in vista delle elezioni presidenziali della prossima primavera. Le Pen ha scritto che saccheggi, distruzioni e attacchi alle forze dell’ordine hanno nuovamente compromesso le manifestazioni del 17 ottobre, rivolgendosi soprattutto all’area guidata da Mélenchon.
Il numero due del suo partito, Jordan Bardella, ha promesso un ripristino duraturo dell’ordine qualora gli elettori francesi affidassero alla sua parte politica questo compito. Mélenchon, invece, ha accusato il primo ministro Sébastien Lecornu di assumere un atteggiamento pericoloso e ha sostenuto che il deterioramento della situazione abbia finito per avvicinare giovani e sindacati dei lavoratori.
L’esponente della sinistra ha comunque preso le distanze dalle devastazioni, precisando che chi sostiene la sua battaglia non dovrebbe avere nulla a che fare con saccheggi e distruzione. Anche il sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire ha condannato l’entità dei danni, chiedendo che la capitale conservi il proprio spazio per libertà, dibattito e manifestazioni senza rinunciare alla sicurezza di chi lavora e gestisce un’attività.
L’incontro convocato da Papin servirà ora a raccogliere le richieste degli imprenditori e a valutare l’impatto degli attacchi sulle attività commerciali. La riunione si svolgerà mentre le forze dell’ordine restano impegnate a contenere nuovi episodi di violenza.
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