Venezuela, il terremoto pesa ancora: i numeri della crisi dopo 100 giorni
A La Guaira e Caracas Medici Senza Frontiere continua a garantire cure, acqua, forniture essenziali e assistenza psicologica alle comunità colpite.
Nei primi cinque giorni dopo il terremoto, Medici Senza Frontiere ha affiancato gli ospedali nelle aree più colpite del Venezuela. L’intervento è proseguito con la distribuzione di 8,5 tonnellate di materiali sanitari e beni per l’emergenza.
Un sostegno che continua
A La Guaira e Caracas, l’organizzazione ha inoltre assicurato quasi 860.000 litri di acqua potabile. Il bilancio dell’attività comprende anche oltre 7.000 consultazioni mediche rivolte alla popolazione.
L’assistenza non si è limitata alle necessità immediate. Nel corso dei 100 giorni successivi al sisma, 8.147 persone hanno ricevuto un aiuto psicologico, mentre le comunità hanno continuato ad affrontare condizioni di forte precarietà.
Il peso invisibile del sisma
L’emergenza prolungata ha lasciato conseguenze che vanno oltre le lesioni fisiche. Sfollamento, incertezza e perdite personali hanno alimentato ansia, difficoltà nel dormire, disturbi legati alla tensione e una persistente sensazione di affaticamento.
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In molti casi, il disagio iniziale si è trasformato in una riduzione della fiducia nel futuro. Per questo la fase successiva ai soccorsi deve accompagnare persone e gruppi locali verso il recupero di condizioni più sicure e stabili.
Cento giorni dopo la scossa
Il terremoto ha colpito il Venezuela il 24 giugno e, a distanza di 100 giorni, i bisogni restano ancora molto elevati. La priorità non riguarda più soltanto la risposta nell’immediato, ma anche il rafforzamento del percorso di ripresa nelle zone interessate.
Le attività concentrate tra La Guaira e Caracas mostrano quindi una crisi ancora aperta: alle cure e all’acqua si affianca la necessità di sostenere la salute mentale di chi vive gli effetti del sisma e delle sue conseguenze.
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