Venezuela, il piano sul cibo nasce a Roma ma scatena la protesta
Delcy Rodríguez presenta alla Fao una strategia per unire produzione agricola e industria, mentre i venezuelani denunciano emergenza sociale e aiuti bloccati.
L’annuncio di un nuovo progetto per rafforzare l’approvvigionamento alimentare del Venezuela si è trasformato a Roma in un confronto acceso. Durante il Forum mondiale dell’alimentazione della Fao, Delcy Rodríguez ha illustrato la strategia del governo, mentre una parte della comunità venezuelana ha contestato la sua presenza denunciando condizioni difficili nel Paese.
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Una strategia per unire le filiere
Il piano si chiama Venezuela Alimenta e punta a mettere in collegamento i diversi comparti produttivi nazionali. L’obiettivo indicato dalla presidente ad interim è sostenere il percorso verso la sicurezza alimentare e contribuire al raggiungimento del traguardo della fame zero.
Rodríguez ha inoltre preannunciato l’arrivo all’Assemblea nazionale di un disegno di legge dedicato al rafforzamento dell’economia locale. Il testo dovrebbe favorire il coordinamento tra attività comunali e comunitarie, imprese e settore agroalimentare, creando una rete più integrata lungo la produzione e la distribuzione del cibo.
I numeri rivendicati dal governo
Nel corso dell’intervento sono stati citati anche i dati sulla sottoalimentazione. Secondo le cifre diffuse dall’esecutivo venezuelano, il fenomeno avrebbe interessato il 5,3% della popolazione nel 2025, per poi scendere al 3% nel 2026.
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Le percentuali sono state presentate come una conferma dei progressi compiuti sul fronte alimentare. Il nuovo programma dovrebbe ora coordinare le attività già esistenti e coinvolgere, oltre alle strutture pubbliche, anche le realtà produttive e comunitarie.
La contestazione della comunità venezuelana
A margine del forum, alcuni rappresentanti della comunità venezuelana riuniti a Roma hanno protestato contro la partecipazione di Rodríguez. La manifestazione ha riportato al centro le difficoltà quotidiane vissute da molte famiglie, in particolare l’accesso discontinuo ai servizi essenziali.
I partecipanti hanno parlato di nuclei familiari rimasti senza acqua corrente né elettricità e di stipendi che non consentirebbero di acquistare abbastanza alimenti. Tra le accuse rivolte alle autorità figura anche quella di aver ostacolato la distribuzione degli aiuti nelle aree colpite dal doppio terremoto del 24 giugno.
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