Venezuela, il piano per far tornare 6,9 milioni di migranti
Delcy Rodriguez e Barham Salih discutono un percorso volontario di rientro e reinserimento, mentre l’Onu offre il proprio sostegno anche per la ripresa dopo i terremoti.
Il possibile rientro di milioni di venezuelani emigrati durante la crisi economica e sociale è diventato il tema centrale del primo viaggio in Venezuela di Barham Salih, alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Nel colloquio con la presidente ad interim Delcy Rodriguez si è parlato di un percorso volontario, accompagnato da misure per favorire il ritorno alla vita sociale nel Paese.
L’incontro arriva dopo l’appello rivolto da Rodriguez ai cittadini venezuelani residenti all’estero durante l’Assemblea generale dell’Onu di settembre. In quella sede, la presidente aveva invitato i connazionali a rientrare, collegando il loro ritorno alla fase di ricostruzione nazionale.
Il rientro al centro del confronto
Secondo la piattaforma gestita congiuntamente dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, negli ultimi anni circa 6,9 milioni di venezuelani hanno lasciato il Paese. Il dato restituisce la dimensione della sfida legata a eventuali rientri e al successivo reinserimento nelle comunità di origine.
Salih ha definito il progetto un possibile “nuovo capitolo di cooperazione”, sottolineando che l’agenzia è pronta ad accompagnarlo. Il piano, nelle sue parole, rappresenta “una visione importante di inclusione, stabilità e prosperità”, con il sostegno dell’Unhcr.
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L’Onu segue anche la ricostruzione
Durante la missione, Rodriguez e Salih hanno affrontato anche le conseguenze dei terremoti del 24 giugno. L’Unhcr ha coordinato le attività dedicate alla protezione della popolazione colpita e agli interventi per garantire soluzioni abitative.
Il tema della ricostruzione si aggiunge così a quello migratorio nello stesso quadro di collaborazione. Da una parte c’è l’ipotesi di facilitare un ritorno scelto dai venezuelani all’estero; dall’altra, l’assistenza alle persone che devono riprendersi dagli effetti delle calamità naturali.
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