Flydubai, i post dopo il volo deviato: cosa emerge sul copilota
Hamam al-Hammami, 29 anni, è il sospettato identificato dai media statunitensi; resta da chiarire chi abbia pubblicato i contenuti apparsi in rete nove ore dopo l’accaduto.
Il punto più incerto dell’indagine riguarda due pubblicazioni comparse in rete nove ore dopo il fatto e attribuite a un profilo con il nome del copilota sospettato. Non è ancora possibile stabilire se sia stato lui a diffonderle oppure se i contenuti fossero stati programmati in precedenza.
I contenuti finiti sotto esame
Una delle pubblicazioni raccoglieva immagini girate dalla cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max. In un filmato, registrato secondo la geolocalizzazione all’aeroporto internazionale di Dubai, l’obiettivo viene avvicinato a un aereo della compagnia israeliana El Al; nelle altre riprese compaiono ulteriori velivoli della stessa società e un aereo di Arkia.
Il video mostrava anche il codice del volo OMA624 e la data dell’11 ottobre 2023. La tratta indicata era quella normalmente operata tra Dubai e Mascate, in un periodo compatibile con il lavoro svolto dall’uomo per Oman Air. In chiusura apparivano Ayman al-Zawahiri, alla guida di al-Qaeda dopo Osama bin Laden, e Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi, responsabile nel 2009 di un attentato suicida costato la vita a nove persone, tra cui sette funzionari e collaboratori della Cia.
La seconda pubblicazione raffigurava, attraverso un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale, la Mecca, Medina e Gerusalemme unite da una scia luminosa. Il filmato era accompagnato da una poesia dai toni di sfida, incentrata sul rifiuto dell’umiliazione, sull’assenza di timore davanti alla morte e sulla difesa della dignità.
Chi è il copilota sospettato
I media statunitensi hanno identificato il sospettato come Hamam al-Hammami, cittadino omanita di 29 anni. Nato negli Emirati Arabi Uniti da padre omanita e madre siriana, avrebbe trascorso in quel Paese una parte significativa della propria vita.
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Il profilo LinkedIn, successivamente rimosso, riportava studi conclusi nel 2023 alla Buckinghamshire New University. L’ateneo ha confermato che una persona con quel nome aveva ottenuto a distanza una laurea triennale in gestione del trasporto aereo.
I precedenti nella carriera aerea
Secondo le informazioni raccolte, al-Hammami ha lavorato per Oman Air per sette anni, lasciando la compagnia nel febbraio 2025. Nel giugno dello stesso anno sarebbe passato a Royal Air Maroc, dove è rimasto fino al gennaio 2026; la pagina non riportava invece riferimenti a Flydubai.
Una fonte ha comunque confermato che il profilo apparteneva al pilota coinvolto nel caso. Un funzionario israeliano ha riferito che l’uomo avrebbe lavorato per Flydubai soltanto otto mesi. In precedenza era stato allontanato dal suo incarico presso la compagnia nazionale omanita per timori legati alle sue presunte posizioni estremiste.
Le stesse due pubblicazioni sarebbero apparse quasi nello stesso momento anche su un profilo Instagram intestato allo stesso nome, poi cancellato. La compagnia Flydubai non è menzionata nella pagina professionale, mentre il volo di un Boeing 737 Max diretto verso l’Arabia Saudita aveva dovuto modificare la rotta mercoledì, nel giorno dell’accaduto.
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