Venezuela, 927 accuse per odio: la legge di Maduro torna nel mirino
Foro Penal denuncia centinaia di persone ancora sottoposte a restrizioni, mentre il governo ammette l’applicazione impropria della normativa.
Sono almeno 927 le persone incriminate in Venezuela, dal 2017 a oggi, sulla base dell’accusa di istigazione all’odio. Il dato riaccende il dibattito sulla legge voluta da Nicolás Maduro e sulle modalità con cui è stata utilizzata contro esponenti della società civile e oppositori.
Centinaia restano sotto restrizione
Secondo Foro Penal, sei degli imputati si trovano ancora in carcere. Altre 638 persone, invece, sono soggette a provvedimenti che limitano la loro libertà, senza che il testo specifichi la natura delle singole misure.
Gonzalo Himiob, vicepresidente dell’organizzazione, ha rilevato che l’accusa di istigazione all’odio viene frequentemente affiancata a contestazioni per terrorismo e associazione a delinquere. Il quadro, secondo le organizzazioni sociali e i gruppi di opposizione, riguarda in particolare giornalisti, difensori dei diritti umani e persone critiche verso il governo.
La riforma torna all’ordine del giorno
La normativa, formalmente denominata “Legge costituzionale contro l’odio, per la convivenza pacifica e la tolleranza”, è stata promossa da Maduro nel 2017. Per chi “fomenta, promuove o istiga all’odio, alla discriminazione o alla violenza” sono previste condanne comprese tra 10 e 20 anni di reclusione, oltre ad altre sanzioni.
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Attivisti e oppositori ne chiedono da tempo l’abrogazione, sostenendo che il provvedimento sia entrato a far parte degli strumenti giudiziari impiegati per colpire il dissenso. Martedì Delcy Rodríguez, presidente ad interim, ha chiesto al Parlamento controllato dal chavismo di intervenire sulla legge e di valutare la depenalizzazione di alcune condotte.
L’ammissione sull’uso abusivo
La richiesta di revisione è stata accompagnata da un’ammissione della stessa Rodríguez. La presidente ad interim ha riconosciuto che la legge è stata “purtroppo applicata in modo errato” e che le sue disposizioni sono state sottoposte a un “uso abusivo”.
Le sue parole rappresentano un’apertura alla modifica del testo, ma non cancellano il bilancio fornito da Foro Penal: dal varo della normativa, centinaia di persone sono state colpite da accuse o limitazioni della libertà in procedimenti legati all’istigazione all’odio.
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