Vannacci, in Campania la squadra divide: ex Pd, transfughi e assolti
Le nuove nomine di Futuro nazionale riaccendono il confronto interno: tra i dirigenti campani figurano un ex dem, politici passati da molti partiti e protagonisti di vicende giudiziarie.
Luca Sforzini, già indicato come l’ideologo di Roberto Vannacci e poi allontanato dal partito a inizio settembre, chiede a Futuro nazionale una presa di posizione netta contro le organizzazioni mafiose. «Non si può invocare tolleranza zero soltanto contro lo spacciatore all’angolo della strada e non dedicare almeno la stessa attenzione alle organizzazioni capaci di controllare territori e a infiltrare l’economia», ha affermato commentando la nuova struttura del movimento in Campania.
Sforzini, protagonista di un duro confronto con l’area dell’estrema destra lombarda, ha sollecitato i vertici nazionali e i responsabili regionali a inserire il contrasto a camorra, mafia, ’ndrangheta e Sacra Corona Unita tra le priorità politiche, insieme alla promozione della cultura della legalità. Le sue parole arrivano mentre vengono resi noti i nomi dei dirigenti scelti per le province campane.
La guida campana resta contestata
Il coordinamento regionale è affidato a Catello Di Capua, avvocato penalista considerato il principale riferimento di Vannacci in Campania. La sua eventuale candidatura al Parlamento dopo le prossime elezioni viene considerata possibile negli ambienti del movimento.
Il professionista, che ha assistito diversi collaboratori di giustizia legati al clan dei Casalesi, fu arrestato nel 2010. L’accusa riguardava la presunta comunicazione a un cliente, l’avvocato Michele Santanastaso, del contenuto di verbali sottoposti a segreto: Santanastaso è stato condannato definitivamente per le minacce rivolte a Roberto Saviano. Di Capua ricevette una pena di due anni, confermata dalla Cassazione nel 2014, e ottenne la riabilitazione tre anni più tardi.
Per la provincia di Avellino il nuovo responsabile dell’organizzazione è Sabino Morano, già esponente della Lega e candidato alla guida del capoluogo nel 2019. Il suo nome comparve nell’indagine della Dda di Napoli sul clan Partenio, che portò a 23 arresti, con l’ipotesi di scambio politico-mafioso.
Secondo l’accusa, i Galdieri avrebbero orientato una parte dei voti verso Morano. Nel 2021, però, il gup del Tribunale di Napoli Carlo Bardari dispose il non luogo a procedere, ritenendo che il fatto non sussistesse.
Tra assoluzioni e vecchie alleanze
A guidare Futuro nazionale nella provincia di Napoli sarà Ciro Borriello, chirurgo plastico, già sindaco di Torre del Greco e deputato di Forza Italia. Nel corso della sua carriera politica ha lasciato il partito di Silvio Berlusconi per avvicinarsi a Clemente Mastella e all’Udeur; l’anno successivo tentò l’elezione alla Camera con l’Italia dei valori di Antonio Di Pietro, senza riuscirci.
Nel 2017, durante il suo secondo mandato da primo cittadino, Borriello fu arrestato e l’amministrazione comunale venne commissariata. L’inchiesta riguardava presunti episodi di corruzione e truffa connessi agli appalti per la gestione dei rifiuti. A distanza di otto anni è arrivata l’assoluzione. «Sono stati momenti devastanti per la serenità della mia famiglia, un vero calvario», ha ricordato Borriello, oggi 69enne.
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La sua adesione al progetto di Vannacci segna una nuova fase dopo un percorso iniziato nella Democrazia cristiana e proseguito in formazioni moderate. Borriello ha spiegato di condividere le posizioni del generale, definite da lui chiare e limpide.
Per Salerno è stato invece scelto Franco Cardiello, politico con tre elezioni alla Camera alle spalle. Dopo il Movimento sociale italiano e Alleanza nazionale, nel 2006 seguì Alessandra Mussolini in Azione sociale e si candidò con Alternativa sociale, coalizione che comprendeva anche Forza Nuova di Roberto Fiore e il Fronte sociale nazionale di Adriano Tilgher.
Cardiello cambia ancora schieramento
Il passaggio a posizioni più moderate arrivò nel 2009, con l’ingresso nel Popolo della Libertà. Nel 2013 Cardiello aderì ufficialmente a Forza Italia, mentre sei anni dopo si avvicinò a Giovanni Toti entrando in Cambiamo!. La nomina in Futuro nazionale rappresenta quindi l’ultimo capitolo di una lunga serie di trasferimenti politici.
La nuova collocazione di Cardiello si aggiunge a una squadra regionale composta da dirigenti con esperienze molto diverse, accomunati in alcuni casi da precedenti giudiziari o da numerosi cambi di partito. Proprio questa composizione ha alimentato le prime discussioni intorno all’organizzazione campana.
Il caso Santulli agita Caserta
A suscitare le reazioni più forti nel Casertano è stata la designazione di Paolo Santulli. Nei mesi scorsi diversi comitati locali avevano valutato l’addio al progetto di Vannacci e sostenuto, insieme ad altri gruppi regionali, una lettera di dimissioni poi ritirata.
Santulli, 76 anni e originario di Aversa, ha come ultima tessera politica conosciuta quella del Partito democratico. In precedenza era stato eletto alla Camera con Forza Italia nel 2001, per poi passare all’Udeur prima della conclusione della legislatura; nel 2019 aveva sostenuto Alfonso Golia alle elezioni comunali di Aversa, candidandosi nelle liste del Pd.
Il suo ingresso nella struttura di Futuro nazionale viene così letto come un ulteriore cambio di campo, particolarmente rilevante in una provincia dove il movimento aveva già registrato malumori. Le nomine sono state formalizzate da Massimiliano Simoni, numero due del partito e responsabile della scelta dei nuovi dirigenti campani.
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