Vannacci alza il tiro: «Il centrodestra arretra, su Mosca zero prove
Ospite di Porta a Porta, il leader di Futuro Nazionale ridimensiona il risultato della coalizione e respinge le accuse sui presunti legami con la Russia.
Il risultato elettorale non basta, secondo Roberto Vannacci, per celebrare un successo pieno del centrodestra. Ospite di Porta a Porta, al suo debutto nella trasmissione condotta da Bruno Vespa, il leader di Futuro Nazionale ha rivendicato il peso della sua formazione e ha contestato i toni trionfalistici degli alleati.
Vannacci ridimensiona il risultato
Il punto centrale della sua analisi riguarda il confronto con le precedenti elezioni comunali. Forza Italia e l’intera coalizione di centrodestra, ha osservato Vannacci, sarebbero passate dal 62% al 51%, con una perdita di 11 punti in appena quattro mesi. Da qui la sua conclusione: «C’è poco da cantare vittoria».
L’ex generale ha collegato la flessione alla crescita del suo movimento, sostenendo che una parte dei consensi si sarebbe spostata verso Futuro Nazionale. A Reggio Calabria, città considerata una roccaforte di Forza Italia, la lista avrebbe raggiunto l’11%. Per Vannacci, questo dato dimostra che il suo partito è ormai necessario alla coalizione per conquistare la vittoria.
La replica alle accuse su Mosca
Nel corso dell’intervista si è parlato anche delle contestazioni mosse da Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio aveva accusato Vannacci di aver rilanciato contenuti riconducibili alla propaganda russa, compresi filmati su presunte vicende legate alla droga e su un ipotetico rapporto tra la premier e Volodymyr Zelensky.
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La risposta del leader di Futuro Nazionale è stata netta: «Non è vero nulla». Vannacci ha spiegato di non aver diffuso quei materiali e ha precisato che Meloni potrebbe averlo associato a un utente del web del quale, in passato, aveva condiviso alcuni video, tra cui quello dedicato a un legionario. Ha però negato di avere pubblicato i filmati citati dalla premier.
La richiesta ai vertici di Fratelli d’Italia
Vannacci ha poi replicato alle parole attribuite ai vertici di Fratelli d’Italia, secondo cui un’eventuale alleanza sarebbe problematica perché non ci sarebbe certezza sulla sua posizione nei confronti di Mosca. L’ex generale ha giudicato quelle dichiarazioni particolarmente gravi e ha chiesto che vengano chiarite pubblicamente.
La sua contestazione si fonda sull’assenza, a suo dire, di elementi concreti che dimostrino rapporti con Mosca, Vladimir Putin o l’area politica del putinismo. «Non c’è nessuna prova, nessuna concretezza che io abbia relazioni con Mosca, con Putin o con tutto quello che è il putinismo», ha affermato durante il confronto televisivo.
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